“Fateci largo”, Lapam “entra” nel 2012 per dare voce agli imprenditori

Fate largo alle imprese, fateci largo. Uno slogan un po’ ‘arrabbiato’, quello che Lapam Confartigianato ha scelto per la campagna tesseramento 2012. Uno slogan e un’immagine, scelta insieme al Modena Rugby Club che ringraziamo per la collaborazione, che dà immediatamente l’idea di quello che vogliamo dire.

Lo abbiamo fatto su impulso di tanti imprenditori che rappresentiamo e che vivono tempi difficili. Principalmente, è naturale, per la grave crisi (la peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale) che mette a dura prova la sopravvivenza stessa delle aziende. Ma, anche, per la poca considerazione che c’è nella società nei confronti di chi rischia in prima persona e investe su se stesso e sulla propria impresa. ù

“Eppure, a Modena – spiega il segretario Generale Lapam, Carlo Alberto Rossi – la voglia di fare impresa non cala: nel solo terzo trimestre del 2011 le imprese iscritte alla Camera di Commercio sono aumentate dello 0,6%, un dato significativo. Probabilmente ci sono anche nuovi imprenditori che hanno fatto questa scelta a causa della crisi, imprenditori che abbiamo intercettato anche col nostro servizio Info Point Impresa negli ultimi due anni. Venendo al dato che riguarda la nostra Cooperativa di Garanzia regionale per il credito, Unifidi attraverso la società Secofin di Lapam, abbiamo deliberato tra il 2009 e l’ottobre 2011 (quindi in 34 mesi) ben 208,5 milioni di euro per un totale di 2458 pratiche. In pratica quasi 2500 imprese del nostro territorio, di dimensioni medie e piccole, hanno potuto usufruire di una garanzia per il credito grazie all’intervento della nostra associazione. Il numero delle pratiche è in leggera diminuzione (883 nel 2009, 832 nel 2010 e 743 nei primi dieci mesi di quest’anno), ma gli importi garantiti aumentano: dai 65 milioni circa del 2009 ai 67,5 milioni del 2010 fino ai 76 milioni del periodo gennaio-ottobre 2011.

I primi cinque istituti di credito che hanno erogato il denaro garantito da Unifidi sono Bper, Unicredit, Bsgsp, Cariparma e Carisbo. Oltre a questo è bene sottolineare che sono 34mila le buste paga che, solo come imprese associate che sono circa 11mila, elaboriamo ogni mese. Un dato molto significativo, che conferma come siano le piccole e medie imprese a mantenere l’occupazione e, di conseguenza, il welfare del nostro territorio”.

Prosegue ed entra ‘nel vivo’, il Presidente generale Lapam, Erio Luigi Munari:

“I dati che presentiamo oggi sono, indubbiamente, sorprendenti. Abbiamo voluto conteggiare quanto denaro, tra imposte e tasse, contributi previdenziali di vario genere, imposte regionali e imposte per gli enti locali, i nostri undicimila imprenditori associati a Lapam Confartigianato pagano. Lo slogan ‘L’imprenditore crea ricchezza per tutti. Tutti i giorni’ non è quindi semplicemente la rivendicazione di chi non si sente adeguatamente ascoltato e considerato, ma un dato di fatto che questi dati fanno emergere in modo prepotente.

Prendiamo solo un mese, l’ultimo ottobre 2011. Mese senza pagamenti straordinari (come l’Irpef): le nostre imprese hanno pagato più di 44 milioni di euro, tra tasse e imposte (oltre 21 milioni), previdenza (altrettanto), imposte regionali per quasi 2 milioni e ad enti locali per quasi mezzo milione di euro. Il totale dei versamenti delle nostre imprese associate, considerando il periodo novembre 2010-ottobre 2011 e quindi un anno intero, è davvero impressionante: 687milioni 896mila 324 euro. Di questi oltre 298 milioni vanno all’erario, 344 milioni a enti previdenziali e assicurativi, 1milione e 600mila agli enti locali e 2milioni e 900mila vanno alla Regione.

Si tratta di una cifra davvero notevolissima, considerando che le nostre imprese associate sono circa 11mila a fronte delle circa 60mila imprese registrare alla Camera di Commercio. Questa è la dimostrazione, concreta e tangibile, che sono le piccole e medie imprese a garantire il sistema di welfare e che, quindi, gli imprenditori meritano rispetto. Dati davvero sorprendenti, che danno il senso concreto della ricchezza che gli imprenditori creano, e ridistribuiscono. Il professor Luca Ricolfi, nel suo ultimo libro uscito da pochi giorni ‘La Repubblica delle tasse’, spiega bene come sia necessario diminuire le tasse su chi crea ricchezza, ovvero sull’impresa, per rilanciare l’economia.

Ricolfi porta l’esempio di paesi dove la tassazione sul patrimonio è alta (il nord Europa), ma è molto più bassa che da noi quella sulle imprese. Questi dati confermano semplicemente che la tassazione sull’impresa è davvero esorbitante e che gli imprenditori modenesi danno un grande contributo all’occupazione, alla crescita del territorio e al mantenimento del livello di welfare. E’ per questo che chiediamo di farci largo, perché è anche grazie all’impresa se Modena resta un’eccellenza riconosciuta in Italia e nel mondo”