Ancora tagli, trasporto pubblico a rischio

“Con  il  75%  di  risorse  in  meno  il  trasporto  pubblico  locale  rischia  lo smantellamento”.  A  lanciare  l’allarme  è  l’Amministratore  Unico  di  aMo, Maurizio  Maletti,  che  spiega:  ”I  tagli  al  settore  contenuti  nell’ultima  manovra aggiuntiva  alla  finanziaria  per  il  pareggio  di  bilancio  (DL.  138/2011) assegnerebbero al trasporto pubblico il 75% in meno dei trasferimenti statali (da 1.900  milioni  di  Euro  del  2011  a  400  milioni  per  il  2012),  con  conseguenze devastanti  per  i  servizi,  sia  quello  su  ferro  che  quello  su  gomma,  e  con  gravi ricadute su pendolari, occupazione, mobilità dei centri urbani e inquinamento.

 Di fronte a questo taglio insostenibile, i Presidenti delle Regioni (Errani, Formigoni, Polverini,  ecc.)  si  sono  trovati  costretti  a  riconsegnare  i  contratti  di  servizio relativi  ai  servizi  ferroviari  regionali  al  Governo,  un  gesto  dal  forte  significato simbolico che ha visto unite sia  le Regioni guidate dal centrosinistra che quelle guidate dal centrodestra nella richiesta di rivedere le decisioni prese”. 

“C’è  il  rischio  di  fallimento  per l’intero  settore  –  continua Maletti  –  con  la  paralisi  degli spostamenti  di molti milioni  di cittadini  al  giorno  in  tutta Italia,  e  con  forti  ricadute occupazionali.  A  pagare sarebbero  prima  di  tutto  i pendolari dei  treni, che già ora lamentano  carenze nel  servizio offerto  (ad  es.  sulla  Carpi  – Modena  o  sulla  Modena  – Sassuolo),  ma  non  sarebbero esenti  da  ripercussioni nemmeno coloro che si muovono in bus.

Già nel 2011 il trasporto pubblico locale in Emilia Romagna ha subito pesanti tagli, ridotti al 5% solo grazie all’intervento diretto  della  Regione,  che  ha  mitigato  l’intervento  dell’esecutivo  accollandosi parte  dei  costi. Un  intervento  del  genere  ritengo  sia  difficilmente  ripetibile  nel 2012,  per  via  della  scure  che  si  è  già  abbattuta  su  tutte  le  Regioni  togliendo risorse per 6 miliardi. Sono a rischio anche tutte le agevolazioni tariffarie per  le categorie  deboli  (anziani,  disabili  etc..),  sovvenzionate  dalla  parte  corrente  dei bilanci di Regione ed Enti locali”

“Nei  giorni  scorsi  – sottolinea  ancora Maletti – ho assistito ai  dibattiti  nelle assemblee  consiliari della  Provincia  di Modena  e  del Comune di Modena a proposito  di  Seta,  e non  c’è  stata  parte politica  che  non abbia  richiesto  una maggiore  offerta  di servizi  di  trasporto pubblico in termini di frequenza, capillarità dei  collegamenti  e  rinnovo  del  parco mezzi. A  tutti  faccio presente  che  dei 13milioni di chilometri che verranno prodotti quest’anno a Modena, con il  taglio  del  75%  delle  risorse  ne  rimarrebbero  poco  più  di  3,  e  ne salterebbero  quasi  10.  Resterebbe  una  corsa  su  4. 

Per  intenderci,  una corsa ogni 40 minuti per  le  linee urbane che adesso circolano a 10, o una ogni due  ore  per  tratte  come  la  Castelfranco  –  Modena,  che  adesso  circolano  a frequenza  di  30 minuti.  Oppure  significherebbe  che  all’uscita  dei  ragazzi  dalle scuole,  anziché 3  o 4  pullman  per  una  stessa  destinazione  ne  resterebbe  uno, con  le  inevitabili  ricadute  in  termini  di  sovraffollamento  e  sicurezza.  Questo  è uno  scenario  talmente spropositato  che  nessuno  lo  reputa  possibile.  Eppure  al momento è quello che dicono le leggi votate.”  “Sicuramente tutti devono fare la loro parte – stante la situazione del paese – per cercare  in  ogni modo  di  risparmiare  e  razionalizzare  le  risorse  disponibili. 

Nel bacino  modenese  –  conclude  l’Amministratore  di  aMo  –  chiuderemo probabilmente il 2011 con la riduzione di circa400.000 km, ottenuta attraverso interventi mirati;  chiuderemo  presumibilmente  ancora  in  pareggio,  pur  avendo avuto  a  disposizione  il  5%  in  meno  di  stanziamenti.  Dobbiamo  cercare  di migliorare ancora, ma quanto viene proposto è  insostenibile, e mina alle  radici qualsiasi ipotesi di servizio di trasporto pubblico degno di quel nome”.