Con le nuove misure fiscali più tasse sulle famiglie tra i 97 e i 483 euro l’anno

“Con le nuove misure previste dal nuovo Governo Monti – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – noi  stimiamo un possibile aggravio fiscale per le famiglie italiane che potrebbe oscillare  tra i 97 ed i 483 euro l’anno”.

Le misure che dovrebbero essere adottate nelle prossime settimane, sottolineano dalla CGIA, vanno dalla reintroduzione della tassazione sulla prima casa (ICI), ad un possibile aumento dell’Iva, ad una riduzione del prelievo sul lavoro. In questo momento, tengono a precisare i piccoli imprenditori della CGIA, chi volesse prefigurare degli scenari futuri si muove ovviamente nel campo delle ipotesi. “Tuttavia – prosegue Bortolussi – volendo cercare di immaginare quale futuro ci attende, abbiamo elaborato quattro diversi scenari che mirano a quantificare il gettito delle possibili misure e gli impatti medi sui 25 milioni di famiglie italiane”.

Riguardo alla reintroduzione del prelievo sulla prima casa si è ipotizzato l’applicazione della futura IMU (Imposta Municipale propria). Allo stato attuale questa nuova imposta, sostitutiva dell’ICI e dell’IRPEF sugli immobili non avrebbe colpito le prime abitazioni.

In particolare, si è considerato un primo scenario in cui l’aliquota dell’IMU sia pari al 3 per mille, con questa aliquota il gettito ottenibile dalle quasi 20 milioni di abitazioni principali (e dalle circa 12 milioni di pertinenze) sarebbe pari a circa 3,5 miliardi di euro.

Il secondo scenario, prevede l’applicazione di una aliquota IMU del 4,6 per mille: si tratta dell’aliquota ordinaria dell’IMU ridotta di 3 punti percentuali; infatti nel relativo decreto istitutivo (D.Lgs 23/2011) viene data facoltà ai Comuni di ridurre l’aliquota ordinaria del 7,6 per mille di 3 punti arrivando quindi al 4,6 per mille.

Gli ultimi due scenari, invece ipotizzano l’applicazione di una aliquota IMU del 6,6 per mille, aliquota ipotizzata dalla stampa specializzata a fine ottobre 2011 quando il precedente Esecutivo aveva approvato una bozza di decreto modificativo della normativa sul “federalismo comunale”.

Nell’ultima simulazione viene stimato l’impatto derivante dall’introduzione della RES servizi indivisibili, una nuova imposta prevista dalla medesima bozza di decreto il cui gettito dovrebbe “coprire” i costi generali dei Comuni (illuminazione, pulizia strade e loro manutenzione), nella nostra simulazione si è ipotizzata l’applicazione di una aliquota pari al 2 per mille.

Al fine di considerare il possibile aumento dell’imposizione sui consumi, si sono considerate due diverse ipotesi: aumento dell’aliquota IVA del 21% di 1 e di 2 punti percentuali. Dalla relazione tecnica al DL 138/2011 (che ha recentemente elevato l’aliquota IVA ordinaria dal 20% al 21%), sappiamo che ogni punto percentuale di incremento vale circa 4,2 miliardi di euro.

Nei nostri calcoli stimiamo che “solo” il 74% di quest’ammontare impatti sulle famiglie, infine si è calcolato il minor gettito derivante dalla riduzione delle aliquote dei primi due scaglioni di reddito di 1 punto percentuale.