Governo Monti pensioni: tutte le novità

Mario Monti e il ministro del Lavoro Elsa Fornero hanno le idee molto chiare su come rielaborare il sistema pensionistico italiano attraverso uan riforma equa e condivisibile.

Il ministro Fornero, in verità, ha dichiarato che poco verrà mutato rispetto alla bozza di riforma già attuata dal precedente Governo perchè ora si tratta solo di accelerare l’attuazione.

La riforma delle pensioni aiuterà l’Italia a combattere questo momento difficile vissuto da tutte le economie mondiali e infatti lo stesso ministro ha dichiarato: “l’Italia sconta problemi strutturali di lungo temine che si scontrano con il difficile momento congiunturale”.

Fornero ha affermato che bisognerà tener presente dei principi guida come un maggior rigore finanziario, equità degli interventi e crescita delle nuove generazioni sotto il profilo delle prospettive.

Il ministro ha ribadito la necessità che le imprese italiane, medie e grandi, non lascino il Paese perchè solo così l’economia nostrana potrà uscire dall’impasse in cui è.

Ma in tema di pensioni cosa cambierà da subito? Innanzituto sipotrebbe arrivare in tempi brevi ad anticipare al 2012 il meccanismo di aggancio all’aspettativa di vita per innalzare l’età per la pensione di vecchiaia delle donne nel settore privato.

Ma già dal prossimo gennaio, praticamente fra un mese, verrà inserito il sistema contributivo pro rata con l’obiettivo di velocizzare la transizione verso l’addio alle pensioni di anzianità e verso il modello contributivo puro. Il sistema a quote progressivamente innalzate stabilisce già che nel 2049 non si potrà andare in pensione con meno di 65 anni, qualunque siano gli anni di contributi.

Il governo però ha un obiettivo su tutti: disincentivare le pensioni di anzianità da subito. Si innalzerà la parte anagrafica della quota e molti affermano si passerà subito dai 60 a 63 anni. Oppure si potrà optare per un sistema flessibile con una forma di disincentivi e incentivi. In pratica se si vorrà andare in pensione bisognerà accettare una riduzione dell’assegno (9% in meno per i 62enni, 6% per i 63enni, 3% in meno per i 64enni) mentre chi rimarrà dopo i 64 anni lo vedrà incrementare.