Istat: stipendi fermi al palo, i prezzi galoppano

Sale ad ottobre, su base annua, la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,7%) e il livello d’inflazione (+3,4%), toccando una differenza pari a 1,7 punti percentuali. Il precedente record era a 1,3 punti percentuali. Si tratta del divario più alto almeno dal 1997. E’ quanto risulta dal confronto dei dati Istat.

Le retribuzioni contrattuali orarie a ottobre restano ferme su settembre mentre aumentano dell’1,7% su base annua. Lo rileva l’Istat. La crescita tendenziale di ottobre risulta così pari alla metà di quella dell’inflazione (3,4%). Nella media del periodo gennaio-ottobre2011 l’indice e’ cresciuto dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Guardando ai principali macro-settori, a ottobre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,9% per i dipendenti del settore privato e dello 0,6% per quelli della pubblica amministrazione, che subisce l’effetto del blocco contrattuale. I comparti che hanno presentano gli aumenti annui maggiori sono: militari – difesa (+3,7%), forze dell’ordine (+3,5%), gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Si registrano, invece, variazioni nulle per ministeri, scuola, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale. Inoltre, fa sapere sempre l’Istat nel mese di ottobre, nessun accordo in attesa di rinnovo, tra quelli monitorati dall’indagine, e’ stato siglato