Iva al 21%: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

I prodotti soggetti ad aliquote IVA ridotte, tra i quali sono compresi beni e servizi  di  particolare  utilità  sociale,  quali,  ad  esempio  i  prodotti  alimentari  di maggior consumo (latte, pane, cereali, frutta, ortaggi, carne), i medicinali, le case di  abitazione  non  di  lusso,  gli  appalti  per  la  realizzazione  di  opere  di urbanizzazione,  le  prestazioni  alberghiere,  le  erogazioni  di  acqua  e  quelle  di energia elettrica per uso domestico, non hanno subito maggiorazioni di imposta a seguito della manovra di stabilizzazione della finanza pubblica. Il comma 2-ter del decreto legge stabilisce che l’aliquota del 21 per cento si applica alle operazioni per  le quali  il  fatto generatore dell’imposta si  realizza dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, e cioè a partire dal 17 settembre. Al  riguardo  si  forniscono,  di  seguito,  chiarimenti  sull’applicazione  della nuova  aliquota  con  particolare  riguardo  alle  modalità  operative,  al  fine  di consentire  ai  contribuenti  una  più  agevole  gestione  degli  adempimenti conseguenti. 

2. Il momento di effettuazione dell’operazione  

Ai fini della corretta applicazione della disposizione in esame, il momento di effettuazione delle operazioni deve essere individuato in base alle disposizioni che contengono la relativa disciplina, recate,   per quanto concerne le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, dall’articolo 6 del d.P.R. 633, per quanto concerne gli acquisti intracomunitari di beni, dall’art. 39 del decreto-legge 30 agosto 1993, n.  331,  convertito  dalla  L.  29  ottobre  1993,  n.  427,  e  per  quanto  concerne  le importazioni, dall’articolo 201 del codice doganale comunitario.  

3. Acconti e fatture anticipate

Per quanto concerne le cessioni di beni, mobili e immobili, e le prestazioni di servizi, nel caso in cui, anteriormente al verificarsi degli eventi che realizzano il  fatto  generatore  dell’imposta  indicati  dall’articolo  6  del“d.P.R. 633”,  o indipendentemente da essi,  sia  emessa  fattura o  sia pagato  in  tutto o  in parte  il corrispettivo, è previsto (articolo 6, quarto comma) che l’operazione si consideri effettuata,  limitatamente  all’importo pagato o  fatturato,  alla data della  fattura o del pagamento. Anche  per  gli  acquisti  intracomunitari  di  beni,  se  anteriormente  al verificarsi  della   consegna  è  ricevuta  fattura  o  è  pagato  in  tutto  o  in  parte  il corrispettivo,  l’operazione  si  considera  effettuata,  limitatamente  all’importo fatturato o pagato, alla data di ricezione della fattura o a quella del pagamento del corrispettivo (articolo 39, comma 2, del decreto legge n. 331 del 1993). Pertanto,  gli  acconti  pagati  entro  il  16  settembre,  che  hanno  scontato l’aliquota del 20 per cento, non dovranno subire regolarizzazioni, fermo restando che la maggior aliquota del 21 per cento sarà applicata alle fatture a saldo emesse o ad altri eventuali acconti pagati successivamente a tale data.  Analogamente,  se  entro  il  16  settembre,  è  stata  emessa  una  fattura anticipata,  tale  fattura  resta  soggetta  all’aliquota  del  20  per  cento  anche  se  la consegna del bene o  il pagamento del  servizio avvengono  successivamente alla data indicata.

 4. Fatture ad esigibilità differita

 In  linea  generale,  l’imposta  diviene  esigibile  nel  momento  in  cui  le operazioni si considerano effettuate, e  l’imposta è versata con  le modalità e nei termini  stabiliti  nel  titolo  secondo  del  d.P.R.  633.  Tuttavia,  per  determinate operazioni,  l’articolo  6  del  d.P.R.  633  prevede  il  differimento  della  esigibilità dell’imposta  –  cioè  il momento  in  cui  l’erario  può  richiedere  il  pagamento  del tributo  –  all’atto  del  versamento    del  corrispettivo,  al  fine  di  evitare  che  il fornitore  debba  diventare  debitore  del  tributo  prima  di  aver  incassato  in  via  di rivalsa il relativo importo. Anche se il debito IVA nei confronti dell’Erario sorge nel momento della riscossione  effettiva  del  corrispettivo,  anziché  nel momento  di  emissione  della fattura  o  della  consegna  del  bene,  resta  comunque  invariato  il  momento  di effettuazione dell’operazione al cui verificarsi sorge l’obbligo di emissione della fattura,  che  deve  riportare  l’indicazione  “operazione  ad  esigibilità  differita”,  e della relativa registrazione.