L’Italia e’ in recessione, parola di Emma Marcegaglia

L’Italia e’ in recessione, un arretramento che ”e’ iniziato prima e che risulterà più marcato” rispetto all’Eurozona, testimoniato dal Pil che cadrà dell’1,6% nel 2012 e dalla disoccupazione che salirà al 9%.

Allo stesso tempo l’economia italiana sarà strozzata da una pressione fiscale record del 45,5% (che sale al 54% esludendo il sommerso) con il rischio di allontanare la ripresa se non si interverrà con più decisione su sviluppo e soprattutto sulle liberalizzazioni dove il governo ha ceduto davanti ”alla resistenza delle caste”. E’ il quadro della situazione del Paese disegnato dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso della presentazione delle analisi del Centro Studi di Viale dell’Astronomia.

Davanti al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, gli industriali hanno annunciato di aver rivisto al ribasso le previsioni sul prodotto interno lordo per quest’anno da +0,7% a +0,5% e per il prossimo da +0,2% a -1,6% a seguito di quattro trimestre consecutivi in rosso che portano l’economia nazionale, tra la fine della scorsa estate e la prossima primavera, a perdere 2 punti percentuali.

Contestualmente la disoccupazione salirà fino al 9,0% a fine 2012 con una perdita di occupati dello 0,6% l’anno prossimo e dello 0,2% in quello seguente, che si chiuderà con 957mila unità di lavoro e con 800mila persone occupate in meno rispetto all’inizio del 2008.

La crisi si rifletterà anche sulle abitudini dei consumatori italiani che spenderanno sempre meno, non potendo più contare sui risparmi già erosi dalla crisi del 2009. I consumi infatti quest’anno cresceranno solo dello 0,6% per poi scendere dell’1% nel 2012. Le famiglie, spiega Confindustria, ”continueranno a difendere gli standard di vita accentuando gli acquisti in offerta, modificando le abitudini di spesa e rinviando il rinnovo di beni semidurevoli e durevoli”. In questo quadro il risparmio resterà sul minimo storico del 2011 (6% del reddito al netto del deprezzamento). Si tratta di ”livelli americani” che testimoniano ”ulteriormente le criticità dell’economia italiana, entrata nella crisi potendo contare su un’elevata capacità di risparmio familiare”.

Quadro più positivo sul fronte dei conti pubblici dove il pareggio ”e’ a portata di mano” a patto che i tassi sul debito pubblico rientrino a livelli sostenibili.

Confindustria stima un deficit dell’1,5% nel 2012 e dello 0,1% nel 2013 ma il raggiungimento di questi obiettivi ”richiede il rapido rientro dei tassi sui titoli pubblici” perché se restassero ai livelli di novembre ”gli oneri per interessi risulterebbero di quasi 18 miliardi più alti nel 2013”. L’avanzo primario passerà dal -0,1% del pil del2010 a+5,5% nel 2013 mentre il debito pubblico inizierà a ripiegare nel 2013 scendendo al 118% del pil dal 121,3% del 2012 ”nonostante la bassa crescita”.

”La situazione e’ anche peggio di quello che ci aspettavamo” ha spiegato il ministro Passera davanti agli industriali riconoscendo che ”serve la crescita per ottenere anche gli altri obiettivi del programma di governo diventano insostenibili: il rigore diventa un obiettivo irraggiungibile e non c’e’ possibilità di avere equità che significa lavoro”.

Il titolare dello sviluppo Economico ha promesso che il prossimo passo del governo sarà a sostegno della produttività ma ha dovuto incassare le forti critiche degli industriali sul tema delle liberalizzazioni. ”Non sono accettabili certe resistenze che ancora si vedono – ha detto la Marcegaglia – o tutti facciamo sacrifici e viviamo di mercato oppure questo Paese non uscirà mai dai suoi problemi storici. Mi auguro che il governo cambi atteggiamento. Basta con una politica e un governo che davanti a chi protesta fa marcia indietro”. Passera ha risposto sottolineando che quello delle liberalizzazioni, ”e’ un campo dove le resistenze sono pazzesche”. Il Ministro ha poi ringraziato molto ”quelli che hanno accettato i nostri provvedimenti” e ”meno quelli che si sono messi di traverso” assicurando che ”quello che abbiamo in mente lo porteremo in fondo”.