Approvato il decreto sulle semplificazioni fiscali. Salta il fondo salva tasse, la chiesa pagherà l’Imu

È saltato il fondo per cominciare a pensare ad un abbassamento della pressione fiscale a partire dal 2014. Rinviata anche la definizione della questione sulla golden share.

Così si è chiusa la riunione fiume del consiglio dei ministri sul nuovo fisco, tra semplificazione e lotta all’evasione. Il pacchetto delle semplificazioni fiscali è stato all’esame del cdm per oltre sei ore e in serata è arrivato il via libera. Ma con qualche pezzo perso per strada rispetto alle indiscrezioni dei giorni precedenti.

Sciolto invece il nodo dell’Imu-Ici sugli immobili della Chiesa: nel pomeriggio è infatti stato depositato l’emendamento del governo al Senato, dove si sta esaminando il decreto Liberalizzazioni. Si pagheranno le tasse sui locali di tutti gli enti commerciali, a partire proprio dalla Chiesa cattolica, quando l’attività non commerciale non è proprio esclusiva. La norma del decreto più attesa, quella che prevedeva un nuovo fondo che, grazie alle entrate della lotta all’evasione nel 2012 e 2013, poteva consentire l’abbassamento della pressione fiscale, a partire dal 2014, dopo il pareggio di bilancio, è saltata. «Non ne abbiamo parlato…», ha detto il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca.

E poi la conferma da fonti di governo: la norma non sarà nel dl sulle semplificazioni fiscali. Ok sulle altre misure, dal ritorno dell’elenco clienti-fornitori alle «black list» dei commercianti che non emettono scontrini, dalla cancellazione dei mini-debiti ai nuovi controlli in incognito nelle sale dai giochi. Ora si attende la delega fiscale, con le altre riforme, che dovrebbe arrivare nel giro di qualche settimana.

Attesi anche, entro aprile, i risultati della «spending review» che dovrebbero evitare – come annunciato dal governo nel documento sull’attività dei primi 100 giorni – l’aumento dell’Iva a partire da ottobre. Tanta la carne al fuoco al cdm di oggi. Non solo fisco ma anche altre questioni, dalla golden share alle quote latte.

Per quanto riguarda le norme sull’acquisto di partecipazioni in imprese controllate dallo Stato, secondo quanto si apprende, non sarebbe stata presa una decisione e la questione sarebbe stata dunque rinviata. Il governo dovrebbe allentare la golden share per evitare il rischio di condanna da parte della Corte di giustizia Ue. Ma la partita non sarebbe stata ancora definita. Potrà entrare successivamente come emendamento al dl Liberalizzazioni, o a questo stesso decreto fiscale, oppure potrebbe anche finire in un decreto ad hoc.

Fonte: La Stampa