Come è stato modificato il decreto Cresci Italia. Dai taxi, al gas, alle farmacie: cosa dice il provvedimento

Il decreto liberalizzazioni inizia a prendere forma, tra conferme e marce indietro. Ecco le principali misure inserite nel provvedimento.

Taxi. Saranno i Comuni a decidere sull’eventuale necessità di nuove licenze per i taxi nei propri territori dopo aver sentito il parere non vincolante dell’Autorità per i Trasporti. L’accordo di massima raggiunto in commissione Industria del Senato, con il sostanziale via libera del governo, inverte i termini della questione rispetto al testo originario del decreto liberalizzazioni: all’articolo 36 si affidava infatti questa valutazione all’Autorità stessa «sentiti i sindaci». Con il nuovo assetto i Comuni non saranno obbligati ad adeguarsi al parere dell’Autorità la quale però potrà fare ricorso al Tar nel caso in cui ritenga che tale scelta non sia adeguatamente motivata. Questa soluzione però, che dopo essere stata formalizzata potrebbe essere votata nella giornata di oggi, è stata accolta con perplessità sia da chi ritiene che si tratti di un cedimento alla lobby dei tassisti sia dagli stessi rappresentanti delle auto bianche, o almeno una parte di loro, secondo i quali la categoria offre disponibilità senza ottenere contropartite. Sono invece soddisfatti i sindaci, che sperano così di mantenere una prerogativa importante oltre che molto delicata. In realtà rispetto al provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri qualche altra novità c’è, e sembra andare in direzione delle richieste dei tassisti. Viene infatti cancellata la possibilità di licenze a tempo parziale, mentre viene mantenuta la possibilità di sperimentare nuove forme di trasporto come il taxi collettivo.

Farmacie. Dopo una draconiana scrematura, la commissione del Senato deve valutare ben 169 emendamenti, più 11 proposte di inserimento di nuovi articoli. E non riesce a fare passi avanti. Ci prova il governo, «cercando di corrispondere alle proposte fatte dai vari attori in campo». Il ministero della Salute ha infatti annunciato che presenterà una riformulazione dell’articolo 11, quello che punta ad aumentare il numero delle farmacie e contiene novità sul fronte della titolarità e degli orari di apertura, che porterà ad «incisive modifiche». Il tempo stringe, perchè il decreto deve approdare in aula mercoledì e il voto finale è in calendario per venerdì. Ci sono solo sei giorni utili, week end compreso, per votare tutti e 97 gli articoli originali e gli emendamenti che resteranno in piedi, dei 1.400 che la presidenza del Senato ha ritenuto ammissibili. Ieri la commissione si è riunita in notturna per arrivare a mettere un punto almeno sui fronti banche e assicurazioni.

Eni-Snam, separato anche lo stoccaggio. Il governo punta ad una separazione «totale» tra Eni e Snam. Quindi con la separazione anche dello stoccaggio. Ma la discussione è ancora aperta.

Class action. Si chiarisce meglio e si rafforza la possibilità della class action. Arrivano mega-multe anti clausole vessatorie a danno dei consumatori.

Tribunali imprese. Si tratta sul numero di tribunali specializzati e sugli organici da impiegare.

Frodi assicurazioni. Sale fino a 5 anni di reclusione la pena per chi commette frodi assicurative.

Addio rimborsi per colpo di frusta. Stop ai rimborsi per i “colpi di frusta”. Cioè «le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo».

Rc auto e scatola nera. La banca dati antifrode conterrà non solo le informazioni relative agli incidenti ma anche quelle dei danneggiati e dei testimoni. Sconti alla Rc auto in caso di installazione della scatola nera. Salta l’ipotesi del test alcolemico.

Stop obbligo conto corrente con mutuo. Quando un cliente sottoscriverà un mutuo presso una banca non sarà più obbligato ad aprire un conto corrente in quell’Istituto. Inoltre la banca dovrà proporre al cliente almeno due polizze di due compagnie assicurative diverse. L’utente ne potrà sottoscrivere una da lui trovata sul mercato.

Conto corrente gratis per pensionati. Conto corrente gratis per i pensionati che hanno un assegno fino a 1.500 euro.

Salvi i carrozzieri. La commissione industria ha cassato all’unanimità un comma del decreto che prevedeva che le assicurazioni rimborsassero solo il 30% se i lavori di riparazione dell’auto danneggiata venivano fatte in una carrozzeria qualsiasi, e non in una convenzionata.

Stop a commissioni bancomat per pieno benzina. Stop alla commissione fino a 100 euro per chi fa il rifornimento di carburante con la carta o con il bancomat

 

Fonte: Il Messaggero