Iva, Imu, Tarsu ed evasione: al varo il Decreto sulle semplificazioni fiscali

Il momento del varo si avvicina e il decreto di semplificazione fiscale si arricchisce di nuovi contenuti: nel testo dovrebbero entrare un nuovo pacchetto di norme contro l’evasione, alcune modifiche al regime dell’Imu, l’imposta comunale sugli immobili che da quest’anno sostituirà l’Ici, alla tassa di soggiorno, che diverrebbe opzionale per tutti i comuni e non solo per quelli turistici, e alla Res, la nuova imposta sulla raccolta dei rifiuti.

Il decreto sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì prossimo, ma sarà solo l’antipasto della vera e propria riforma fiscale che il governo Monti varerà entro la primavera, sfruttando la delega presentata in Parlamento dal precedente esecutivo, con la quale arriveranno gli interventi di riordino più importanti. Sarà quella la sede per il riordino complessivo delle norme fiscali, anche per quanto riguarda le sanzioni, con la definizione di un nuovo testo unico, per l’eventuale ridefinizione delle aliquote, la revisione delle detrazioni e delle deduzioni fiscali, e soprattutto l’inquadramento della lotta all’evasione, i cui frutti dovrebbero essere in qualche modo vincolati alla riduzione della pressione fiscale.

Nuove liste di evasori

Rispetto alle anticipazioni della vigilia le principali novità riguardano la nuova stretta contro l’evasione fiscale. Nel decreto semplificazioni, ad esempio, dovrebbero esserci le linee guida per costruire le «liste» dei sospetti evasori da sottoporre agli accertamenti. È probabile che nell’elenco dei soggetti da controllare con più attenzione finiscano tutti i contribuenti «pizzicati» in infrazione dall’amministrazione tributaria. Come i commercianti che, nel corso dei controlli notevolmente intensificati in questo primo scorcio dell’anno, sono stati multati per la mancata emissione degli scontrini fiscali. Oltre alla sanzione specifica, andranno incontro quasi certamente a un supplemento di controlli sull’intero spettro delle loro attività, finendo automaticamente nelle liste dei contribuenti sui quali l’amministrazione farà gli accertamenti approfonditi, anche con l’accesso ai conti correnti bancari.

Nel decreto, secondo le anticipazioni del Sole 24 Ore , dovrebbe esserci anche l’inasprimento delle sanzioni per l’esportazione di capitali all’estero oltre i limiti consentiti dalla legge (10 mila euro, a meno che non si comunichi al Fisco la necessità di portare oltre confine una somma superiore). In questi ultimi mesi le dogane registrano un aumento dei sequestri di valuta alle frontiere, e secondo molti sarebbe il segnale di una ripresa dell’esportazione illegale di capitali all’estero. Così il governo sarebbe pronto a intervenire aumentando, e di parecchio (fino a sei volte) le sanzioni a carico dei responsabili. E cadrebbero tutte le attenuanti previste oggi per le infrazioni inferiori ai 250 mila euro e in caso di mancata reiterazione del reato.

Partite Iva e scudo fiscale

Nel nuovo pacchetto antievasione potrebbero entrare anche norme più stringenti sulle compensazioni Iva da parte dei contribuenti, con la riduzione da10 a5 mila euro del limite entro il quale le compensazioni possono essere fatte senza comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate. Non si esclude che possano essere stabiliti nuovi criteri per la chiusura delle partite Iva inattive da oltre tre anni, e modificati anche alcuni meccanismi dei controlli sull’uso del contante, con la segnalazione delle infrazioni alla Guardia di Finanza e non più direttamente all’Agenzia. Con il decreto, molto probabilmente, il governo prorogherà anche i termini, che in realtà sono scaduti giovedì scorso, per il pagamento dell’imposta patrimoniale sui capitali che erano detenuti illegalmente all’estero e che sono riemersi agli occhi dello Stato grazie alle tre versioni dello scudo fiscale varate dai governi Berlusconi.

Modifiche a Imu e Tarsu

Con la semplificazione fiscale arriveranno anche dei chiarimenti sull’applicazione dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili che da quest’anno assorbirà l’Ici. Si prevede, per esempio, che le detrazioni forfettarie di 200 euro l’anno, più 50 euro per ogni figlio a carico di età inferiore ai 26 anni, si applichino su una sola unità immobiliare. In buona sostanza, lo sconto sull’Ici potrà essere applicato una sola volta per ciascun nucleo familiare, a prescindere dal numero delle abitazioni possedute e/o occupate.

Dalla nuova imposta, poi, dovrebbero essere esentati gli immobili che appartengono a qualsiasi titolo ai comuni e agli altri enti locali. E potrebbe essere proprio il decreto fiscale di venerdì prossimo il meccanismo con il quale il governo assoggetterebbe all’Imu gli immobili della Chiesa, ma anche dei partiti politici, dei sindacati, delle associazioni sportive, delle organizzazioni senza fini di lucro, oggi tutte esenti. Dovrebbero poi arrivare anche dei chiarimenti sull’applicazione della Res, la nuova imposta sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani che dall’anno prossimo sostituirà la Tarsu e la Tia.

Tra gli interventi che dovrebbero figurare nel decreto c’è anche il raddoppio della «franchigia» sugli accertamenti fiscali: chi vanta microdebiti tributari, quelli inferiori a 30 euro, mentre oggi il limite è pari a 16 euro, non rischia nulla perché per l’amministrazione il gioco non vale la candela. E dovrebbe essere confermata la norma grazie alla quale le imprese morose nei confronti del Fisco, ma che hanno rateizzato il debito e stanno onorando i pagamenti, potranno partecipare agli appalti pubblici, dai quali oggi sono escluse. Con il decreto, infine, potrebbe cadere l’obbligo per i commercianti di segnalare al Fisco (come dato sensibile per costruire lo «spesometro») ogni acquisto fatto dai privati superiore ai 3 mila euro d’importo. Si tornerebbe al vecchio obbligo di mantenere un elenco dei clienti e dei fornitori da segnalare al Fisco solo una volta l’anno. Per la delega fiscale, invece, i tempi saranno un po’ più lunghi. Secondo alcune fonti i decreti attuativi potrebbero arrivare verso fine marzo. Ma non si esclude che, prima, il governo possa proporre al Parlamento, che la sta esaminando, anche qualche modifica alla stessa legge delega.

Fonte: Corriere della sera