Lavoro a Modena, si ferma la discesa ma non c’è la risalita

Per il mercato del lavoro modenese il 2011 è stato un anno sostanzialmente stabile rispetto alle turbolenze che hanno caratterizzato i due anni precedenti. I numeri, presentati dall’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Modena, anticipato dall’assessore provinciale alla Formazione e Lavoro Francesco Ori alle parti sociali e che sarà on line da lunedì 20 febbraio sul sito www.provincia.modena.it, indicano un mercato stabile nel quale si è arrestata la discesa, con un tasso di attività e di occupazione inalterati e quello di disoccupazione in lieve calo, ma dove non è ancora cominciata la risalita a causa delle profonde trasformazioni strutturali indotte dalla crisi che rendono incerte le prospettive.

Gli indicatori economici già da qualche tempo sono in ripresa ma i timori sulla tenuta dell’economia inducono le aziende alla prudenza e ad approcciarsi diversamente al mercato del lavoro: da qui, a fronte di un saldo che nel 2011 è, anche se di poco, positivo (2.732 assunzioni in più rispetto alle cessazioni), deriva la crescita dei contratti a tempo determinato (6.557 in più rispetto al 2010) e la diminuzione di quelli a tempo indeterminato che sono 6.037 in meno, nello stesso arco di tempo le trasformazioni di contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 7.383. Crescono anche i contratti di apprendistato (1.107 in più) e il lavoro a chiamata (con un aumento di 1.398 contratti).

«La crisi ha portato cambiamenti strutturali nel mondo del lavoro – commenta Francesco Ori – che richiede ora non solo una maggiore flessibilità contrattuale ma anche duttilità nelle competenze e nelle mansioni. È quindi necessaria, e soprattutto urgente, una riforma nazionale del mercato del lavoro che tenga conto di questi elementi. Dall’altro lato si impone anche un impegno per contrastare una disoccupazione che sta diventando anch’essa strutturale, aumentano infatti gli iscritti ai centri per l’impiego che negli ultimi due anni non hanno avuto movimenti lavorativi, e che non colpisce solo i giovani ma soprattutto gli over 45. Continua a crescere la precarietà, crescono i disoccupati di lunga durata e questo ha dei risvolti negativi evidenti sopratutto dal punto di vista sociale ».

Secondo i dati dell’Osservatorio, il mercato del lavoro modenese premia i settori più dinamici sui mercati esteri, in particolare la meccanica e i servizi diretti al sistema produttivo come i trasporti. Stabile la situazione dei comparti più orientati al mercato interno, come il tessile e il commercio, mentre è critica quella dell’edilizia, con previsioni di mercato ulteriormente negative per il 2012, e della ceramica che vive ancora una fase di trasformazione importante.

Aumentano le barriere all’ingresso del mercato del lavoro per chi non è specializzato: le imprese richiedono infatti professionalità altamente qualificate come specialisti di tecnologie informatiche, telematici, ingegneri meccanici, specialisti di gestione e controllo, nei rapporti col mercato, nella gestione degli stock e dei magazzini. Si cerca anche personale qualificato nelle attività commerciali e nei servizi sanitari. Ma mancano anche gli artigiani dei servizi nei mestieri “tradizionali” come elettricisti, idraulici, magliaie e artigiani specialisti nel tessile.