Economia in stallo, l’export inizia a soffrire

L’Osservatorio congiunturale sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato Emilia Romagna, attraverso un’indagine che coinvolge un campione di oltre 900 imprese, fotografa un’Emilia Romagna alle prese con le difficoltà di un’economia in stallo a livello nazionale ed europeo. Il 2011 si è chiuso in sostanziale stallo per le imprese, con i principali indicatori fermi al palo: produzione/domanda +0,1%, fatturato -0,1%, prezzi dei fornitori +2,6%, occupazione -0,4%, investimenti per l’11,6% delle imprese, esportazioni +1,3%.

Per i primi sei mesi del 2012 alla voce produzione/domanda le previsioni confermano un certo equilibrio: si riduce la quota di imprese che si attendono nuovi ridimensionamenti, aumenta la quota di coloro che prevedono un andamento invariato. La variazione media attesa conferma lo stallo: +0,2%. Nel prossimo semestre è atteso un lieve incremento del fatturato del +0,3%. Per i prossimi sei mesi oltre il 56% delle imprese non prevede nuovi incrementi dei prezzi d’acquisto seppure si conferma nel complesso una tendenza al rialzo (saldo +21), per una variazione media attesa pari a +1,2%.

Per quanto concerne l’occupazione nel prossimo semestre non si prevedono particolari movimenti in entrata ed in uscita, dato che oltre l’80% delle imprese non intende intervenire sui propri organici aziendali; dominano gli andamenti negativi, con una variazione media attesa del -0,3%. Sul fronte investimenti la situazione sembrerebbe abbastanza positiva anche per i prossimi sei mesi, con un maggiore impulso degli investimenti (14,9%), seppure molti di questi saranno vincolati alle effettive condizioni economiche che si realizzeranno. Note positive per l’export: per i prossimi mesi si attende una crescita che potrebbe raggiungere quasi un punto percentuale in virtù di una prevalenza più ampia di andamenti positivi rispetto quelli negativi (saldo +8,4).

Per quanto riguarda le dinamiche provinciali i risultati relativi al secondo semestre consentono di suddividere la regione in tre fasce territoriali a seconda delle dinamiche registrate e a seconda delle prospettive per il prossimo futuro. Ravenna e Piacenza hanno evidenziato performance positive nella produzione/domanda, fatturato e ordini sia a livello congiunturale che tendenziale. Sia a livello occupazionale che per gli investimenti i risultati migliori vengono riportati per Ravenna, mentre Piacenza segnala saldi negativi per l’occupazione ed un’incidenza inferiore rispetto al semestre precedente per gli investimenti.

In queste due aree i valori sono positivi anche nelle previsioni per il prossimo periodo. Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia presentano nel complesso un andamento stazionario, con una leggera prevalenza di andamenti negativi a Bologna, Modena e Parma per quanto riguarda la produzione/domanda ed il fatturato e con una leggera tendenza di crescita invece per Reggio Emilia. Nel prossimo semestre Bologna, Reggio Emilia e Parma continuano a presentare andamenti stazionari, mentre indicazione positive si ricava dalle performance di Modena. Infine, le provincie di Ferrara, Forlì – Cesena e Rimini evidenziano le dinamiche più negative con andamenti al ribasso nella produzione/domanda e nel fatturato sia a livello congiunturale che tendenziale. In prospettiva per Ferrara e Rimini si potrebbe realizzare una maggiore stabilità dei livelli, con una possibile risalita degli investimenti.

Diverse le dinamiche di artigianato e piccola impresa. Nell’artigianato si rilevano anche nella seconda parte del 2011 flessioni nel fatturato e nell’occupazione (rispettivamente -0,6% e -0,5%), che descrivono una situazione economica ancora negativa. Considerando le evoluzioni su base annua la situazione del comparto artigiano risulta di sostanziale stabilità, ed anche nei primi sei mesi del 2012 il comparto dovrebbe mantenere questo trend di equilibrio: produzione/domanda +0,1%, fatturato +0,2%, occupazione -0,1%; in leggero rialzo la propensione ad investire.

La piccola impresa alla fine del 2011 sembra tenere meglio rispetto all’artigianato con volumi produttivi e di fatturato in crescita (rispettivamente +0,7% e +0,8%) e con la stabilità del numero di addetti (-0,2%); anche la quota degli investimenti risulta particolarmente elevata (14,3%). A livello tendenziale il comparto non evidenzia particolari progressi (+0,4% produzione / domanda e +0,3% fatturato), ma registra ulteriori rincari dei prezzi praticati dai fornitori e un lieve ridimensionamento occupazionale (-0,9%). Nelle previsioni per il prossimo semestre il settore dovrebbe mantenere una certa stabilità per produzione/domanda, fatturato e prezzi, con lieve perdite sul fronte occupazionale (-0,6%); in leggero progresso la propensione ad investire (3,3% programmati; 16,3% possibili).

Dai dati di Confartigianato, la dinamica dei settori vede il manifatturiero con un trend congiunturale al rialzo nel secondo semestre 2011: produzione (+0,7%), volume d’affari (+0,8%) ed export (+1,3%); stabili gli ordini (+0,2%) e il livello occupazionale (-0,3%). I prossimi mesi confermano il trend positivo dell’export (+0,9%), mentre si prevede una sostanziale stabilità per tutti gli altri parametri: produzione (+0,1%), fatturato (+0,4%), ordini (+0,4%), prezzi fornitori (0,9%) e occupazione (-0,3%). Dinamiche positive per i comparti dell’alimentare, del metallo e prodotti in metallo; situazione stabile per il comparto elettrica ed elettronica; le imprese del tessile, abbigliamento, concia, del comparto chimica, plastica, vetro, carta, del comparto meccanica e macchine e del comparto mobili e legno fanno invece ancora fatica ad invertire la tendenza ed ad intraprendere un percorso di sviluppo che le consenta di lasciarsi alle spalle il periodo più difficile. Il settore edile è nuovamente quello più in difficoltà tra i vari comparti e di fatto frena il processo di ripresa dell’intero sistema economico. Le previsioni per i prossimi sei mesi dovrebbero segnare una sostanziale stabilità per tutti i parametri economici analizzati, con l’unica eccezione del livello occupazionale, che farebbe registrare ancora qualche fuoriuscita di personale (-0,7%). Il settore dei servizi alle imprese è caratterizzato nella seconda parte del 2011 da un sostanziale equilibrio. Le prospettive future sembrerebbero più positive, con valori intorno al mezzo punto percentuale per domanda, fatturato e occupazione. Il settore dei servizi alle persone presenta nella seconda parte dell’anno un effettivo equilibrio per domanda (0,0%), prezzi (+2,2%), occupazione (0,0%) e investimenti (10,5%), con l’unica eccezione del fatturato in lieve perdita (-0,7%). Per i prossimi sei mesi non si segnalano particolari dinamiche per fatturato, prezzi e occupazione, mentre la domanda farebbe registrare una lieve contrazione, pari al mezzo punto percentuale.

“La situazione è seria – commenta il presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli – siamo un’associazione fatta di persone e di imprese che tendono a farsi guidare dal realismo, pur mantenendo la forte volontà di puntare alla crescita e alla prosperità di un sistema economico che ha nell’artigianato e nella piccola e media impresa la sua spina dorsale. Correndo il rischio di essere monotoni insistiamo nel chiedere maggiore attenzione al credito. I dipendenti che abbiamo a libro paga tengono famiglia esattamente come quelli delle grandi imprese, hanno gli stessi diritti e vorremmo poter garantire loro la stabilità che abbiamo dato loro sino ad oggi. Non possiamo farlo senza credito”.