Entro il 30 giugno una soluzione per gli “esodati”

Quella delle pensioni e’ stata “una riforma importante” che ha determinato “l’allontanamento del rischio del crollo finanziario”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ai microfoni di Radio Anch’io. “Questa era la situazione a novembre”. Parlando del problema degli esodati, Fornero ha assicurato: “Me ne faccio carico, non li ho dimenticati. Mi sono impegnata a trovare una soluzione entro il 30 giugno, spero di riuscirci prima, ma bisogna trovare le risorse per consentire al piu’ ampio numero di queste persone di accedere alla pensione con le regole precedenti”. “L’idea che ci sia tensione sociale e disperazione fino ad arrivare a gesti estremi mi crea angoscia”. Il ministro non si riconosce nell’idea “che il governo e’ insensibile: non lo e’.

Quando si devono risolvere i problemi generali qualche volta non hai il tempo di occuparti di quelli particolari. Appariamo freddi tecnici ma spaccare il Paese e’ l’ultima cosa che vogliamo fare”. La riforma del mercato del lavoro “e’ stata costruita con il consenso di tutte le parti, tranne la Cgil”, ha ribadito Fornero. “Abbiamo lavorato per tre mesi – ha aggiunto – c’e’ stato dialogo per costruire questa riforma. Il tema della flessibilita’ in uscita era uno di questi capitoli e siamo arrivati alla fine di un percorso in cui c’era l’accordo di tutte le parti, meno della Cgil”. Nelle ultime riunioni altre organizzazioni hanno ritirato invece il consenso, ha spiegato il ministro: “Cambiare idea e’ legittimo, non sto criticando nessuno. Ma non abbiamo costruito contro ma per il consenso”.

E il ministro sottolinea che “abbiamo portato avanti con i sindacati sempre un dialogo sincero. Non abbiamo mai dato alcuna impostazione ideologica alla discussione e non abbiamo mai messo l’articolo 18 sotto una lente ideologica”. “L’ultima cosa che vogliamo fare e’ spaccare il Paese”. Fornero ha anche spiegato: “abbiamo fatto una riforma delle pensioni per allontanare l’incubo di una crisi finanziaria che non era una favola, non era una leggenda metropolitana. Ora – ha aggiunto – siamo impegnati nella riforma del lavoro per dare un contributo alla crescita”.