La benzina tocca 2 €. Parte su Facebook un gruppo di discussione

Per ora è un salasso. Non è un caso che diminuiscano le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione. A febbraio sono calate di 1.397.618 tonnellate, -16,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. La benzina fa registrare «punte» di 1,980 euro al litro (ma 2 in autostrada), il diesel 1,815.

Tra pochi giorni andrà meglio. È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE. A livello internazionale, le quotazioni delle materie prime energetiche registrano una brusca discesa alla chiusura dei mercati di giovedi, ma sempre attorno ai massimi di sempre a causa del mini-euro, e margini lordi delle compagnie in leggero recupero ma ancora una volta in «sofferenza». In crescita pure i prezzi delle no-logo ma in maniera meno pronunciata con l’effetto di un allargamento del gap con le petrolifere. Anche le rilevazioni della «Staffetta quotdiana» riscontrano la discesa dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati (per la benzina si tratta del secondo ribasso consecutivo), ma ieri mattina sulla rete carburanti si è registrata un’ultima «scia» di rialzi dei prezzi dopo gli aumenti generalizzati di giovedi.

Si sarebbe chiuso ieri, dunque, il giro di rialzi. Ed è lecito aspettarsi nel fine settimana, dopo circa quattro mesi di rialzi ininterrotti, che i prezzi alla pompa possano scendere un po’. Resta il fatto che ieri mattina saliva ancora la media ponderata nazionale dei prezzi della benzina in modalità servito: +0,3 centesimi a 1,867 euro/litro. Fermo il gasolio a 1,776 euro/litro. La tesi di una pausa nella rincorsa dei prezzi dei carburanti è sostenuta anche da Luca Squeri, presidente nazionale di Figisc Confcommercio, che assegna la responsabilità principale dei rincari alla «leva» fiscale: «In un anno – ha detto – i prezzi sono aumentati mediamente tra i prodotti di circa 30 centesimi/litro; di questi, 9 sono responsabilità dell’aumento dei prezzi internazionali del greggio, ma ben 21 sono dovuti all’aumento delle imposte.

Una stangata che vale da sola il 70% dell’aumento che pesa sulle tasche degli automobilisti. Il risultato è che nel mese di febbraio i consumi sono diminuiti rispetto allo stesso mese dell’anno precedente di ben il 15%, e nel primo bimestre si sono persi ufficialmente circa 570 milioni di litri, un dato che però si stima assai più pesante (circa 750 milioni di litri) tenendo conto che tra gennaio e febbraio 2012 ci sono due giornate lavorative in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Protestano le associazioni dei consumatori: «Quando aumenta il costo del barile i prezzi aumentano, ma quando scende il greggio i prezzi della benzina no. È un sistema a doppia velocità. Abbiamo la benzina più cara d’Europa.

Lo Stato è l’ottava sorella, perché più la benzina sale, più lo Stato incassa il surplus fiscale» spiega il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, che rileva: «La bella notizia è che lo spread sta calando, però la gente non mangia lo spread. Questa discesa si traduce con un gap del potere d’acquisto delle famiglie e la responsabilità è del governo perché l’iva arriverà al 23% e la pressione fiscale italiana è la quarta al mondo. Cosa vogliono da questi poveri consumatori? Perché il governo non ha voluto calmierare il prezzo come si fa con l’energia elettrica con l’acquirente unico? C’è un’attenzione maggiore per banche petrolieri e assicurazioni e meno per le famiglie».

«È diventato insopportabile il peso che ha il prezzo della benzina sui redditi delle famiglie. Invitiamo tutti i consumatori ad inviare una mail alla presidenza del Consiglio con un appello per ridurre le tasse sui carburanti» ha detto il segretario generale Adiconsum, Pietro Giordano, che ha reso noto anche l’apertura di un gruppo su Facebook per discutere e raccogliere pareri sul tema del costo della benzina. «Due euro al litro su un consumo di 1000 litri all’anno per automezzo – continua Giordano – comporta una spesa familiare per la sola benzina di 2.000 euro a famiglia per automobile (4.000 euro per una famiglia che possiede due automobili), al quale va aggiunto il costo di 1.000 euro medie ad automobile (2.000 euro per chi possiede due automobili) per i costi derivanti da Rc Auto, Bollo, manutenzione ecc».

Secondo il segretario «l’automobile è diventata un lusso anche per chi con essa lavora. Il governo Monti deve assumersi la responsabilità di tagliare le accise e realizzare l’iva mobile che compensi gli aumenti del greggio che tutti gli analisti prevedono».