“L’Italia è in recessione e lo rimarrà tutto l’anno”, parola di Corrado Passera

L’Italia è in piena recessione e vi rimarrà tutto l’anno. “L’Italia è nel pieno di una seconda recessione, il trend durerà per tutto l’anno”, ha detto oggi il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, in un’audizione alla commissione Bilancio della Camera, aggiungendo che “siamo in una situazione di non crescita da molto tempo”. Per il prodotto interno lordo 2012 la stima del Governo è ancora di una contrazione media dello 0,4%, mentre Banca d’Italia indica una caduta tra l’1,2% e l’1,5%.

“Il nostro compito è invertire questa tendenza che, non solo non crea posti di lavoro, ma rischia di creare ulteriori problemi”, ha sottolineato il ministro, ribadendo che bisogna pensare a una crescita sostenibile dal punto di vista finanziario e non basata sul debito. Ed è per questo che “occorre agire sulle ragioni strutturali della non crescita”.

Nel corso dell’audizione, Passera ha auspicato di poter attivare investimenti nei prossimi 12 mesi per 40/50 miliardi nelle infrastrutture spingendo al massimo sui progetti esistenti. Il Governo punta in particolare sugli investimenti autostradali: occorre “spingere sugli investimenti dei concessionari autostradali”.

Inoltre “se riuscissimo a risolvere almeno il 50% dello scaduto nel prossimo anno si darebbe una bella spinta e si aiuterebbero le imprese nei loro problemi di indebitamento”. Il problema dello scaduto ammonta a circa 100 miliardi e pesa sulle imprese costrette a indebitarsi per fronteggiare i mancati pagamenti.

Si tratta di 50/60 miliardi di mancati pagamenti della pubblica amministrazione e circa 40 miliardi di mancati pagamenti fra le imprese. Una grande parte dell’indebitamento delle Pmi e del consumo delle linee di credito delle banche è infatti legato a questo fenomeno dei mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione.

E’ un dato di fatto che l’azienda Italia ha un problema di credit crunch. Il tema del credito è diventato un “super tema”, a detta del ministro, per una seria di gravi cause: “mancanza di liquidità, aumento delle sofferenze, regole bancarie che hanno tolto altro capitale alle banche e si è creato un vero e proprio credit crunch. Dobbiamo agire subito”.

Sulle semplificazioni, invece, l’idea è di presentare ogni 2-3 mesi un pacchettone che tocchi la vita delle famiglie, ma soprattutto delle imprese, e in particolare delle Pmi. Il Governo intende, inoltre, cedere le frequenze televisive a titolo oneroso, si è preso un mese per formulare una proposta oltre ai due mesi di consultazione. La proposta del Governo sul beauty contest delle frequenze Tv dovrebbe arrivare entro il 19-20 aprile. Il 20 aprile scade infatti il tempo che il ministro si è dato per interloquire con i soggetti coinvolti.

Quanto alla separazione Snam-Eni entro la legislatura “è nelle nostre intenzioni”, ha ribadito Passera, precisando però che bisogna avere la certezza di fare un’operazione “amica” del mercato e farla nel “migliore dei modi”. In ogni caso, il rischio di vendere Snam agli stranieri con il meccanismo che il Governo ha in mente, ed essendo un settore abbastanza regolato, è “abbastanza gestibile, evitabile”.