Mutui: scendono le rate dei variabili

Gli effetti dell’iniezione di liquidità della Banca centrale europea (Bce) si sono notati soprattutto nell’improvvisa discesa dei tassi Euribor tornati vicini ai minimi storici di due anni fa. Se l’Euribor è tornato ai minimi, è tornata negli italiani anche la voglia di investire nel mattone.

In linea generale, è possibile stimare un risparmio di almeno il 5% rispetto alla scorsa estate, che tradotto in termini pratici significa che se se per un mutuo a 20 anni da 100.000 euro si pagava 538 euro su base mensile ora il costo scende a 510 euro circa. Ma se da un lato c’è stato il calo dei tassi Euribor, dall’altro sono però aumentati gli spread bancari a seguito della recente crisi finanziaria e si calcolano rincari compresi tra i 12% e il 16%.

Tuttavia, alcuni istituti stanno già rivedendo gli spread portandoli su livelli più competitivi, in modo da creare concorrenza sul mercato e cercar di dar vita ad un effetto domino che questa volta però funzioni in maniera decisamente opposta all’anno scorso, quando tutte le banche portavano al rialzo i loro tassi.

Dopo dieci mesi consecutivi di ritocchi verso l’alto, infatti, anche gli spread applicati dalle banche sui tassi dei mutui tornano a scendere. Questa novità è partita da pochi giorni e coinvolge diversi istituti.

Tre gli istituti che hanno abbassato i propri tassi: Cariparma che da poco ha deciso di ampliare il plafond dei finanziamenti destinati alle famiglie a 2,5 miliardi di euro lanciando una ‘Campagna Mutui casa’ e proponendo uno spread sul tasso variabile con durata 20 anni al 2,6% (sale al 2,85% per il trentennale).

Tagli anche per Bnl-Bnp Paribas che con una sforbiciata da 55 punti base ha ridotto lo spread dal 3 al 2,95%.Il nuovo trend, però, a giudicare dalle strategie delle banche riguarda perlopiù solo i mutui a tasso variabile. Sui prestiti a tasso fisso si sono mosse solo Bnl e Barclays, che comunque mantengono i tassi oltre il 3%.