L’ha capito anche bankitalia: troppe tasse frenano la crescita

Il risanamento finanziario ottenuto con l’aumento della pressione fiscale mette a rischio le prospettive di crescita. Pur se con toni diversi, Corte dei Conti e Banca d’Italia hanno espresso il medesimo concetto parlando del Documento di economia e finanza (Def) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Mentre intervenendo nella stessa sede il viceministro dell’Economia Grilli ha ribadito che le correzioni di bilancio già impostate saranno «sufficienti» a raggiungere il pareggio di bilancio.

La giornata di audizioni era stata aperta proprio da Grilli, il quale ha ricapitolato gli effetti delle manovre adottate nel corso del 2011: i tre successivi interventi hanno prodotto un aggiustamento di quasi cinque punti di Pil in tre anni. Dunque non ne dovrebbero servire altri. E in programma non c’è nemmeno un’imposta patrimoniale, visto che già sono stati toccati gli immobili con l’Imu. Il viceministro, dopo aver ricordato che per il 2013 è atteso il ritorno alla crescita (con un incremento del Pil dello 0,5 per cento) ha spiegato che sul processo di revisione della spesa è meglio «non illudersi» anche perché i tagli strutturali di spesa «non facilitano la crescita».

Di «pericolo di un corto-circuito rigore/crescita» ha parlato il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino. Pur riconoscendo che nel Def è stato lo stesso governo, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, a stimare l’effetto recessivo dei provvedimenti (2,6 punti di Pil nel triennio 2012-2014), Giampaolino ha sostenuto che «il pareggio di bilancio conseguito con queste modalità appare un equilibrio meno virtuoso». Il riferimento è soprattutto al «ricorso al prelievo fiscale» che «genera le condizioni per ulteriori effetti recessivi».

Sugli stessi temi si è soffermato Salvatore Rossi, vice direttore generale della Banca d’Italia. Rossi ha avuto parole di apprezzamento per l’azione di riequilibrio dei conti, ma ha avvertito che «il 2012 sarà un anno molto difficile per l’economia italiana». E soprattutto ha ricordato che il forte aumento della pressione fiscale «deve essere temporaneo» e che una volta conseguito il pareggio «i risultati del contrasto all’evasione e della razionalizzazione della spesa dovranno consentire di ridurre le elevate aliquote di prelievo».

Nella successiva audizione il presidente dell’Istat Giovannini ha invece evidenziato la «riduzione senza precedenti» del tasso di risparmio delle famiglie, argomentando che ora è necessario «evitare effetti negativi sulla tenuta complessiva del tessuto sociale».

Ieri intanto il governo ha chiesto la fiducia anche al Senato sul decreto di semplificazione tributaria. Il via libera definitivo al testo è atteso per oggi.