Tre proposte di Soros per salvare l’Euro

George Soros da una anno circa continua a scrivere e a dire in interviste varie che la Uem così com’è non va da nessuna parte. E che i mercati hanno un sistema infallibile per predire il futuro, fanno in modo che le loro previsioni si verifichino.

Questa volta ha voluto anche fare delle proposte concrete, aggiungendosi al novero di coloro, come MF Milano Finanza va scrivendo da mesi, che il fiscal compact più le misure di austerità da sole ammazzeranno il cavallo anziché guarirlo.

Quali sono le proposte di Soros scritte per il Financial Times?

1) considerare ai fini dei calcoli del fiscal compact non solo il debito finanziario ma anche quello commerciale, e nel calcolo della spesa separare gli investimenti produttivi dalla spesa corrente. I primi sarebbero asseverati come tali da un’autorità europea indipendente e allora una Bei rafforzata potrebbe finanziarli.

2) Neutralizzare l’effetto recessivo della regola del fiscal compact che impone di ridurre in 20 anni ciò che eccede il rapporto debito/pil del 60% (per l’Italia sarebbe pari a una riduzione di 50 miliardi all’anno per 20 anni, stroncherebbe anche Ercole) attraverso il riacquisto di tutta quella porzione di debito da parte di un veicolo speciale comunitario finanziato dalla BCE (che in questo modo non violerebbe il suo statuto). Se uno stato non rispettasse il resto del fiscal compact, allora dovrebbe pagare anche il servizio di quella parte debito.

3) A quel punto tutti i paesei avrebbero un rapporto debito/pil del 60% e sarebbero legati dal rispetto del fiscal compact, per cui è ragionevole che il iasso di rifinanziamento di quel debito avvenga a un tasso più o meno uguale per tutti.

Quante sono le chance che la Bundesbank approvi idee del genere? Nulle, secondo Soros. Che però aggiunge: non è la Budesbank che deve decidere del futuro dell’Europa.