Agenzia delle Entrate: cervelli in fuga, agevolazioni fiscali a chi torna

Partono le agevolazioni fiscali per incentivare iI “rimpatrio dei cervelli”, laureati e ricercatori attualmente all’estero. L’Agenzia delle Entrate ha diffuso una circolare che illustra le linee guida sui benefici riservati ai cittadini dell’Unione europea che hanno maturato esperienze culturali e professionali all’estero e che vogliono rientrare in Italia, spiegando nel dettaglio il contenuto degli incentivi e la procedura da seguire per richiederli al proprio datore di lavoro. Gli incentivi saranno validi non solo per i dipendenti, ma anche per co.co.co e borsisti. Le lavoratrici abbatteranno il reddito imponibile dell’80%, i lavoratori dell’70%. Le norme, previste da una legge del 2010 poi modificata dal decreto ‘milleproroghe’, sono ora operative con la circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Dipendenti, Co.co.co e borsisti. Il documento riguarda i nati dal 1 gennaio 1969, che sono assunti o avviano un’attività d’impresa o di lavoro autonomo in Italia trasferendovi il proprio domicilio, nonché la propria residenza, entro tre mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività. Il termine assunzione “assorbe” non solo le attività di lavoro dipendente, ma anche quelle che producono redditi assimilati agli occhi del fisco. L’agevolazione ricade quindi anche sui redditi di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, così come sulle somme ricevute a titolo di borse di studio. Non solo. L’attività in Italia è agevolata anche se “slegata” da quella svolta dal candidato all’estero: la circolare spiega che la mansione svolta nel nostro Paese trova l’agevolazione anche se non è attinente all’attività di studio o lavoro svolta all’estero.

Identikit dei candidati. Possono beneficiare degli incentivi anche i cittadini dell’Ue, nati dopo il 1 gennaio 1969, che hanno maturato i requisiti a partire dal 20 gennaio 2009 e che, poi, sono stati assunti o hanno avviato un’attività di lavoro autonomo o d’impresa in Italia, fermo restando che le agevolazioni decorrono dal 28 gennaio 2011, ossia dalla data da cui è in vigore la relativa norma. La circolare, infatti, precisa che è la data a partire dalla quale conta l’assunzione o l’avvio dell’attività in Italia. In altre parole, accede al beneficio non solo chi possiede i requisiti alla data del 20 gennaio 2009, giorno in cui è stato presentato il disegno di legge, ma anche chi li matura successivamente, e comunque prima di essere assunto.

Residenza e domicilio. E ancora, possono accedere agli incentivi i lavoratori che hanno trasferito residenza e domicilio in Italia anche prima dell’assunzione o dell’avvio dell’attività, purché il trasferimento sia funzionale ad essa, ossia, come spiega la circolare, avvenga nei tre mesi che ne precedono l’inizio. Inoltre, ciò che pesa per accedere all’agevolazione è che il cittadino abbia effettivamente svolto attività di lavoro o studio all’estero e che possa dimostrarlo, anche se non si è iscritto all’Aire.

Datori di lavoro. Per riconoscere gli incentivi, il datore di lavoro, in considerazione delle modifiche normative intervenute nel 2012, entro il 31 maggio prossimo dovrà rilasciare un nuovo Cud per l’anno 2011 ai lavoratori interessati che, in possesso dei requisiti, richiedono l’applicazione del beneficio per lo stesso anno. In via residuale è possibile richiedere il rimborso a un Ufficio territoriale dell’Agenzia, allegando la documentazione che prova la sussistenza dei presupposti per ottenere l’agevolazione.

La circolare, infine, spiega che, a partire dall’anno d’imposta 2012, è comunque consentito al lavoratore di presentare la richiesta al datore di lavoro anche oltre il termine di tre mesi dall’assunzione. In questo caso, è facoltà del datore di lavoro riconoscere l’applicazione del beneficio a partire dal periodo di paga successivo alla richiesta.