Le tasse colpiscono più i redditi che le aziende

È quanto emerge dagli ultimi dati comunicati dall’Eurostat. Nel 2010, infatti, la pressione fiscale è salita al 42,6% dal 42,3% del 2009. Fra i Paesi in cui il lavoro è più tassato ci sono anche il Belgio al 42,5% (dal 41,9% del 2009), la Francia al 41% (dal 41,3%) e l’Austria al 40,5% (dal 40,3%). La media europea si attesta al 34% (dal 33,5%) per quel che riguarda l’Eurozona e al 33,4 (dal 33,2%) per l’Unione Europea. In Germania la tassazione sul lavoro si attesta al 37,4% (dal 37,8%) mentre nel regno unito è stabile al 25,7%. Eurostat rileva che in Italia cresce la tassazione sui redditi personali mentre resta stabile su quelli da impresa.

Le tasse sui redditi personali sono destinate a salire dal 45,6% del 2011 al 47,3% del 2012 mentre quelle sui redditi d’impresa restano stabili al 31,4%. Il confronto con il 2000 mostra come la pressione fiscale si sia gradualmente spostata dalle imprese alle persone: 12 anni fa, infatti, la pressione sui redditi da impresa era al 41,3% mentre ora è 10 punti in meno; al contrario quella sulle persone è salita di 1,4 punti, dal 45,9 al 47,3%. Il processo è comune a quasi tutta l’Europa con l’eccezione della Francia. La media europea indica che, per quel che riguarda l’Eurozona, la tassazione sui redditi personali è salita dal 42,2% del 2011 al 43,2% del 2012 (era al 47,1% nel 2000), mentre nella Ue è passata dal 37,5 al 38,1% (era al 44,8% nel 2000). La tassazione sui redditi d’impresa è salita al 26,1% dal 25,9% nell’Eurozona (era al 34,4% nel 2000) e al 23,5% dal 23,4% nella Ue (era al 31,9%). L’Iva mediamente del 20% nell’Eurozona e del 21% nella Ue, è in linea l’Italia al 21%.

Il prelievo fiscale supera di oltre la metà le retribuzioni ed i salari lordi degli italiani. Sullo stipendio mensile di un operaio di 1.226 euro netti, l’azienda ne paga 2.241. Un impiegato con una busta paga netta di 1.621 euro costa al suo titolare 3.050. A rilevarlo e’ la Cgia di Mestre che conferma così i dati presentati oggi dall’Eurostat che rilevano come la pressione fiscale sugli stipendi degli italiani e’ la più alta d’Europa. In particolare, sottolinea la Cgia, un operaio occupato nell’industria con uno stipendio mensile netto di 1.226 euro, costa al suo titolare ben 2.241 euro.