Terremoto, ulteriori aggiornamenti. Il bilancio delle vittime e degli sfollati (altri 5000) dopole scosse delle 13

La cartina sismica della scossa delle ore 9

L’emergenza terremoto in Emilia si fa sempre piu’ drammatica. Alle 13 due forti scosse a distanza di quattro minuti l’una dall’altra, la prima di magnitudo 5,3 e la seconda di magnitudo 5.1, hanno colpito il modenese. L’epicentro e’ stato Novi di Modena. Le scosse sono state avvertite distintamente anche a Bologna e Milano. Dopo le 13, la terra ha tremato altre 5 volte in venti minuti. Questa mattina sempre il modenese e’ stato colpito da 40 scosse di magnitudo superiore a 2.0 della scala Ritcher, di cui 5 superiori a magnitudo 4.0.

Nove le vittime accertate finora, quindici i feriti.

L’epicentro e’ stato tra Carpi, Medolla e Mirandola. La piu’ forte, di magnitudo 5,8, e’ stata registrata alle 9,03. Ben 32 scosse nella mattinata sono state di magnitudo superiore a 3.0, in base ai dati forniti dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Secondo la prefettura di Modena, i decessi sono stati registrati a Mirandola (due persone) a Finale Emilia (una persona) a San Felice sul Panaro (3 operai morti per i crolli dei capannoni dove lavoravano) e a Concordia sul Secchia (una). Anche a Medolla e’ stato estratto, senza vita, un operaio della azienda Emotronic dove risultano dispersi altri due lavoratori.

E’ morto anche Ivano Martini, il parroco di Rovereto, paese del modenese. Sempre piu’ cittadini, impauriti dalle scosse sismiche, sono scesi in strada. Nuovi crolli sono avvenuti a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Diverse strutture pubbliche sono state evacuate in via precauzionale come, ad esempio, l’ospedale di Carpi e il palazzo del Comune di Bologna. La scossa piu’ forte di questa mattina ha provocato il crollo di decine di capannoni a Medolla. All’interno di queste fabbriche si trovavano numerosi dipendenti che stavano tentando di riordinare i macchinari per ricominciare a lavorare dopo la scossa del 20 maggio. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita a Faedis, in provincia di Udine, ha auspicato che “la storia del Friuli, sconvolto dal sisma del ’76, sia un esempio per l’Emilia Romagna”. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, in sala stampa a palazzo Chigi accanto al presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, ha garantito l’intervento “in tempi brevi” e chiesto ai cittadini delle zone colpite di “avere fiducia”. L’impegno dello Stato, ha detto Monti, sara’ “garantito da subito”, le istituzioni “non sono impreparate”.