Firmato il contratto integrativo alla Ferrari

Firmato, alla Ferrari di Maranello, il nuovo contratto integrativo di secondo livello per i circa 2.700 dipendenti, il primo nel gruppo Fiat dopo l’accordo di dicembre e dopo l’uscita della Fiat da Confindustria, e sottoscritto dall’azienda assieme alla Fim-Cisl, Fismic e Uilm-Uil. Secondo il nuovo contratto Fiat, la Fiom non è stata presente alla fase terminale della trattativa iniziata nel 2008 e conclusasi con un’intesa votata favorevolmente da 1.126 dipendenti, 200 contrari su 2.056 votanti (ne mancavano 450 molti dei quali impegnati nel Gran Premio di Montecarlo). La <storicità> di questo contratto è dovuta, soprattutto, <alla specificità della Ferrari che – ha detto l’A.D. Amedeo Felisa – ha la sua centralità a Maranello dove tutte le unicità del prodotto sono qui realizzate da dipendenti che sono sorretti dalla passione di lavorare per la Ferrari>.

Centralità confermata anche dal prossimo investimento autofinanziato di 50 milioni di euro finalizzato alla realizzazione di motori alto di gamma per il Gruppo. La nuova linea porterà, inizialmente, all’assunzione di una trentina di persone che, nel prossimo biennio, supereranno il centinaio per costruire circa 50.000 motori. <Nel triennio 2009-11, la Ferrari ha destinato agli investimenti, sia in capitale fisso che in immobilizzazioni immateriali, e in ricerca portata a conto economico circa 900 milioni di euro. Per il futuro – ha spiegato Amedeo Felisa – gli investimenti saranno circa il 17% del fatturato). <Più l’azienda guadagna più il dipendente guadagna>, ha evidenziato Mario Mairano, responsabile delle risorse umane, parlando del nuovo meccanismo di calcolo del premio di competitività (nel 2011 è stato di 3.654 euro, il più alto della storia Ferrari) <legato al numero delle vetture consegnate in rete, al risultato operativo e agli indicatori gestionali>.

Una formula matematica <gaing-sharing> che rispettando i parametri di crescita potrebbe portare aumenti, per un dipendenti parametrati al 4^ livello, anche di 5.000 euro annui. Per la prima volta nell’intesa <è stato introdotto un meccanismo di partecipazione individuale alla realizzazione dei risultati aziendali, espressa dalle ore di presenza/assenza di ciascun lavoratore>, ha annunciato Mairano.

Meno assenteismo (il 6% fino a qualche tempo fa) porterà una maggiorazione del premio del 5% e la parte non corrisposta verrà, comunque, versata dall’azienda nel fondo sanitario integrativo. Infine, l’introduzione selettiva di una turnistica di 18 turni su tre squadre con riposo individuale a scorrimento e l’aumento (dal 50 al 60%) per le prestazioni di lavoro straordinario effettuate nella giornata di sabato.

Luigi Giuliani