Il Fisco avvisa 300 mila contribuenti con una lettera a casa: “Dimostraci che potevi pagare”

I blitz del Fisco ora arrivano con il postino. In questi giorni, moltissimi contribuenti – 300 mila in tutto stanno ricevendo dall’Agenzia delle entrate una lettera, a dir poco, preoccupante che riguarda i redditi del 2010.

Nelle poche righe inviate nelle case dei contribuenti, Attilio Befera, direttore dell’Agenzia, fa sapere al contribuente di «aver rilevato spese apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati».

Una specie di avvertimento che mette in guardia chi ha ricevuto il messaggio sul fatto che i radar del Fisco stanno lavorando e hanno individuato qualcosa che non va e che il passo verso i «guai» potrebbe essere breve.

Non basta. Per essere più convincente, l’Agenzia ha inviato ad ogni contribuente, allegato alla lettera, anche un dettaglio delle «spese significative» sostenute dal destinatario nel 2010 (ovviamente senza precisarne l’importo).

Solo che nell’elenco delle spese riportate non ci sono soltanto acquisti di lusso come opere d’arte, oggetti di pregio, elicotteri, imbarcazioni o magari l’iscrizione al circolo esclusivo.

La lista comprende anche operazioni meno «in odore» di evasione come può essere la stipula di un semplice mutuo, le rette scolastiche oppure il pagamento dei contributi previdenziali, per altro dovuti per legge. Roba da gente comune insomma, anche perchè l’anticipo del mutuo in genere si paga con i risparmi messi da parte negli anni.

Per questo la reazione di chi ha ricevuto la lettera del Fisco è spessissimo esasperata oltre che allarmata: «siamo bombardati di telefonate di persone impaurite e inferocite che non sanno che pesci pigliare. Ci chiama il pensionato ma anche il lavoratore autonomo, la platea dei contribuenti che si stanno confrontando con questo caso è trasversale» racconta Enrico Zanetti, commercialista e direttore della rivista Eutekne.info.

Gli esperti della materia spiegano che le lettere sono «mirate» e stanno colpendo quei soggetti che presentano un enorme discrepanza tra un reddito molto basso e spese elevate. Un operazione «chirurgica» insomma che sta procurando non poche ansie.

Se così è, rimane tuttavia il fatto che non obbliga il contribuente contattato a nulla. Come spiegato subito nelle prime righe, la comunicazione ha «finalità esclusivamente informative e pertanto non è necessaria, da parte del contribuente, alcuna risposta» tranne in caso di errore sulle spese che non risultano.

Niente spiegazioni, niente revisioni. Il consiglio che si legge tra le righe è però molto chiaro e suggerisce di mettersi in regola per il reddito già presentato ma anche per quelli futuri.

Del resto trattandosi della dichiarazione 2011 (sul 2010) è ancora possibile la strada del ravvedimento operoso. Significa che il contribuente può correggere quanto già presentato, pagando una sanzione che per i «pentiti» è più bassa, di circa un quinto.

Una strada che forse in molti decideranno di prendere, anche perché la lettera cita un «possibile controllo della dichiarazione dei redditi e in caso di disallineamenti significativi si procederà ai necessari approfondimenti».

Anche se, come spiegano gli esperti, non c’è automatismo tra la lettera e i possibili accertamenti. Certo che la comunicazione arriva al momento giusto, a ridosso della consegna della dichiarazione dei redditi per quanto guadagnato l’anno scorso, e mette chiaramente nel mirino anche la dichiarazione in corso. Come dire, sappiamo quel che fate e non provate a fare i furbi.

Da dove arrivano i dati? Il pensiero va subito al redditometro ma il meccanismo sofisticato di controlli incrociati non è ancora operativo. Quindi l’agenzia ha attinto informazioni dalla serie di database che utilizza già da tempo come il Pra per gli acquisti di auto o il registro delle imbarcazioni.

La stessa operazione era stata avviata anche l’anno scorso. Allora erano partite però soltanto 50 mila lettere. «Non so se sia una buona idea partire con queste operazioni che sono un po’ per certi versi l’equivalente dei blitz stile Cortina. Servono a dire a un certo numero di persone “guardate che il Fisco c’è e fa sul serio” l’effetto potrebbe essere di boomerang» dice Zanetti.

Intanto la macchina del Fisco va avanti e si affina: dall’attenzione ai grandi patrimoni, quelli superiori ai 5 milioni, all’individuazione dei rischi di microevasione, dal tutoraggio sulle imprese «big» alle indagini finanziarie per gli autonomi, dal controllo delle residenze all’estero fittizie al faro sulle onlus. Fino al confronto tra redditi dichiarati e tenore di vita, grazie al «redditometro». Sono solo alcuni dei punti del piano per la lotta all’evasione 2012 inviato a tutte le strutture