Recessione: chiudono oltre 1600 imprese al giorno in Italia. Analisi Cgia Mestre

Nei primi tre mesi di quest’anno sono “cessate” 146.368 imprese: praticamente 1.626 al giorno. L’allarme è della Cgia di Mestre che sottolinea come a preoccupare non sia tanto il “saldo” fra le imprese che aprono e quelle che chiudono, quanto che le nuove aziende siano di dimensioni occupazionali minori di quelle che cessano l’attività.

A denunciare ritmi di chiusura maggiori, secondo dati Infocamere rielaborati dagli artigiani di Mestre, sono le piccole aziende: se quelle con un solo addetto hanno registrato, tra gennaio e marzo, 113.527 cessazioni, quelle con 2-5 addetti hanno denunciato circa 28 mila cessazioni.

“Se tra le aziende fino ad un addetto c’è una evidente supremazia dei neoimprenditori – sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – quello che preoccupa è che nelle classi dimensionali superiori il saldo è sempre negativo. Insomma – conclude – se a chiudere sono le imprese più strutturate che solo in parte vengono rimpiazzate con altre aventi livelli dimensionali più contenuti, ciò comporta un evidente aumento dei senza lavoro”.

Rispetto al primo trimestre 2011 la situazione è peggiorata. Se infatti le cessazioni erano state più contenute di quest’anno (134.909), il saldo però si era attestato su un valore pari a -9.638. Un dato meno negativo di quello registrato quest’anno. La differenza, fa notare la Cgia, è riconducibile alla classe dimensionale riferita alle partita iva senza dipendenti. Infatti, se quest’anno per questo comparto la differenza tra la natalità e la mortalità è stata pari a +3.987, l’anno scorso aveva superato le 19mila unità (precisamente +19.369).