Settore ceramico: la crisi si fa sentire tra i dipendenti

<Quasi tutti i giorni ci ritroviamo ad incontri per discutere di nuove richieste o proroghe degli ammortizzatori sociali che stanno coinvolgendo la quasi totalità dei dipendenti del settore ceramico>. Lo dice Enzo Tagliaferri, segretario provinciale della Femca-Cisl, alle prese con una tendenza che dimostra chiaramente come le aziende siano in difficoltà nell’affrontare la crisi economica che dal 2008 ha colpito duramente questo comparto. <Il problema – aggiunge il sindacalista – è che non sappiamo quanto questo sistema potrà reggere, dal momento che gli ammortizzatori sociali poi hanno anche delle scadenze, delle quali si dovrà pur tenere conto. Il timore diviene quindi quello della mobilità, della perdita del posto di lavoro>. Dove è stato possibile si è già passati ai contratti di solidarietà, per evitare i licenziamenti, ma tutto ha un termine. Tante le situazioni, presentate dal sindacato, dove sono in atto diverse forme di ammortizzatori sociali. Alla Kale di Sassuolo (ex-Edilcuoghi) sono 268 i dipendenti in cassa integrazione; a questo si aggiunga che il gruppo turco è alla ricerca di un’area su cui costruire uffici e logistica visto che attualmente, come da concordato, si trova in affitto in via Radici in Piano, a Sassuolo, e in Via Ghiarola Vecchia, a Fiorano. Alla <Sichenia> è in atto un contratto di solidarietà e da parte sindacale <si nutrono perplessità sul futuro produttivo dello stabilimento di Via Ghiarola Nuova, a Fiorano>. Quarto anno di solidarietà, anche per 421 dipendenti della Fincibec e all’Iris di Sassuolo, Fiorano e Viano è stato recentemente sottoscritto in Regione un accordo per 24 mesi di solidarietà. Cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione alla GranitiFiandre di Castellarano e per 100 dipendenti della Lamina di Fiorano; ordinaria, per ristrutturazione, alla Florim di Spezzano; alla Ricchetti di Maranello e all’Emilceramica si prosegue con cassa straordinaria. Un piccolo ricorso all’ordinaria potrebbe presentarlo la Marazzi per ultimare i nuovi impianti. Un quadro preoccupante di centinaia di persone coinvolte, che si trovano senza un lavoro o con uno stipendio più basso. <C’è anche una crisi che fa meno rumore, ma non spaventa di meno: quella delle piccole e medie aziende dei corredi ceramici. Basta analizzare – evidenzia Tagliaferri – i dati ultimi elaborati da Confindustria per capire come la situazione sia molto difficile. Nei primi tre mesi di quest’anno segnano un – 16,25 nelle vendite in Italia e difficoltà in alcuni dei maggiori mercati europei. Com’è possibile – si chiede Tagliaferri – continuare a chiedere alle aziende, che hanno interessi produttivi in Russia o negli Stati Uniti, di non delocalizzare la produzione all’estero quando i risultati in Italia non arrivano? La risposta – sottolinea il sindacalista – l’abbiamo individuata nella modalità con la quale abbiamo avviato la contrattazione di secondo livello in due dei Gruppi più importanti: la contrattazione basata sulla condivisione di un progetto, sono convinto che se superiamo le abituali rigidità mentali e ideologiche si possa dare alle imprese e ai lavoratori una nuova speranza che ci possa essere un via d’uscita. Il nostro Paese – commenta – strutturalmente è in forte calo e a questo si aggiungono altre criticità come gli insoluti, grandi distributori che sono falliti lasciando <buchi> spaventosi a carico delle nostre aziende ceramiche. Ho il timore che se non si coglie la sfida della contrattazione di progetto, tutto questo possa portare a possibili <disimpegni>>. Anche sugli investimenti Enzo Tagliaferri ha dei dubbi: <Sono gli ultimi di una fase iniziata tre anni fa (vedi Florim, Marazzi, Concorde dove stanno ultimando impegni deliberati già da tempo). Dopo questo non so… Poi ci sono aziende che non si muovono, sono immobili, non hanno strutture in quei Paesi dove i mercati crescono>. Guardando ai prossimi mesi, il sindacalista ricorda <che i primi tre mesi del 2012 sono stati disastrosi a causa dello sciopero degli autotrasportatori, neve e blocchi vari. L’augurio è che il secondo semestre possa andare un po meglio>.

Luigi Giuliani