Terremoto, aggiornamenti 11 giugno. Ancora scosse in provincia di Modena

Continua a tremare la terra nell’area nord della provincia di Modena. Dall’ultimo aggiornamento che abbiamo pubblicato in mattinata, infatti, sono state registrati altri tre eventi sismici, tutti di magnitudo compresa tra 2.2 e 2.5 e tutti con epicentro nella bassa modenese, quella pianura emiliana già tristemente colpita nei giorni scorsi.

L’ultima scossa è stata registrata alle ore 11,40 di magnitudo 2.2 e ancora con epicentro a Novi di Modena; prima ne erano state registrate altre due: alle ore 10,300 di magnitudo 2.5 a Carpi e, sempre a Carpi, magnitudo 2.4 alle ore 10,12.

Complessivamente, in Emilia Romagna ed in Lombardia sono stati verificati 5.372 edifici. Di questi circa il 38% sono stati classificati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 32% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno. Lo comunica la protezione civile. Nello specifico, in Emilia, le strutture gia’ controllate sono 4.959. Di queste, 1.918 sono state classificate agibili, 849 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 283 parzialmente inagibili, 79 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 1.610 inagibili e 220 inagibili per rischio esterno. In Lombardia, invece, le strutture gia’ verificate sono 413. Di queste, 119 sono state giudicate agibili, 82 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 36 parzialmente inagibili, 14 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 142 inagibili e 20 inagibili per rischio esterno.

I sopralluoghi vengono effettuati da squadre di tecnici del sistema di Protezione civile nazionale, prevalentemente appartenenti al corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, alle Regioni, agli Enti locali, alle Universita’ dell’Emilia Romagna e agli Atenei che operano nell’ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica (ReLUIS). Sono inoltre impegnati nelle valutazioni di agibilita’ i professionisti formati con corsi specifici secondo precedenti protocolli d’intesa siglati con i consigli nazionali di geometri, architetti e ingegneri. Le squadre, ciascuna composta da almeno due tecnici, hanno cominciato le prime verifiche gia’ dallo scorso 20 maggio. La protezione civile ricorda che “la valutazione di agibilita’ in emergenza post-sismica e’ una valutazione temporanea e speditiva, vale a dire formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili, volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, i cittadini possano utilizzare gli edifici colpiti dal terremoto restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni.

Per questo motivo la verifica di agibilita’ non mira a salvaguardare la costruzione da ulteriori danni, ma solamente la vita degli occupanti. Il giudizio di agibilita’ post-sismica riportato in fase di emergenza nella scheda ‘Aedes’, pertanto, e’ cosa diversa dalla certificazione di agibilita’ che, in ordinario, usualmente accompagna la costruzione o la modifica delle condizioni d’uso di un edificio”.