Terremoto nel modenese. Una memoria in frantumi

Sono centinaia i beni storici ed architettonici gravemente lesionati dalle scosse di terremoto che hanno colpito i comuni della bassa modenese.

I centri più colpiti sono Finale Emilia, San Felice e Mirandola, dove sono concentrati i beni architettonici pubblici e privati più importanti e le autorità di protezione civile sono state costrette alla chiusura dei centri storici ed istituire una zona rossa entro cui si può entrare solamente accompagnati dalle squadre di vigili del fuoco. L’importante patrimonio artistico e monumentale è in alcuni casi andato distrutto come la torre dei modenesi e la Rocca Estense a Finale simboli della città o la Rocca Estense di San Felice, ma la totalità degli edifici religiosi e storici hanno subito danni gravissimi. A Mirandola lo storico Municipio è chiuso, così come il Castello dei Pico per i gravissimi danni subiti. A San Felice la chiesa parrocchiale, che custodiva lo splendido polittico di Bernardino Loschi, è andata distrutta, come tutte inagibili e lesionate risultano tutte le chiese della zona.

Ma anche nei comuni più lontani dall’epicentro i danni sono stati molto rilevanti. A Carpi è crollato il tetto dello storico Teatro, lesionato San Nicolò e la Sagra, a Nonantola chiusa l’Abbazia e il municipio. Chiuso anche il museo della civiltà contadina di Bastiglia.

Un primo elenco dei principali beni storici ed architettonici danneggiati dal sisma che ha colpito l’area nord della Provincia di Modena è stato redatto dalla Provincia di Modena , elenco che verrà aggiornato nei prossimi giorni.