Moody’s taglia il rating italiano. Da A3 a BAA2

L’agenzia di rating Moody’s ha tagliato di due notch il rating sovrano dell’Italia portandolo a ‘Baa2’ da ‘A3’, appena due gradini sopra il livello cosiddetto ‘junk, spazzatura. L’outlook sul rating italiano è stato mantenuto negativo.

La notizia è arrivata proprio mentre il premier Mario Monti atterrava in Idaho, Stati Uniti, per recarsi alla Allen Conference di Sun Valley, dove è riunito il gotha della finanza e del mondo dei media ‘made in Usa’.

Moody’s motiva la sua decisione dicendo che – rispetto a cinque mesi fa quando aveva dato la sua ultima valutazione – è diventato più probabile che l’Italia sperimenti un ulteriore netto incremento dei costi di finanziamento, a causa di un clima di fiducia sempre più debole sul mercato, del rischio di contagio proveniente da Grecia e Spagna e dalla progressiva erosione della base di investitori non domestici.

“L’outlook economico a breve termine dell’Italia, come evidente sia dalla crescita più debole sia dalla disoccupazione più alta, cosa che crea un rischio di fallimento nel raggiungimento dei target fiscali” si legge nella nota dell’agenzia di rating. “L’incapacità di raggiungere target fiscali potrebbe a sua volta indebolire ulteriormente la fiducia del mercato, alzando il rischio di un improvviso stop del finanziamento sul mercato”.

MOODY’S: ELEZIONI 2013 FONTE DI RISCHIO PER RIFORME

Ma anche i rischi politici che gravano sull’Italia sono stati tenuti presenti da Moody’s nell’elaborare il proprio giudizio sull’affidabilità del paese.

L’agenzia parla infatti di “forte impegno” dell’attuale governo sul fronte delle riforme strutturali e del consolidamento fiscale, che ha finora mitigato le pressioni al ribasso sui rating italiani.

Tuttavia, nota Moody’s, “l’outlook negativo riflette la nostra visione che il rischio di implementazione di queste riforme rimane elevato”, sullo sfondo di un “quadro economico in peggioramento che aumenta lo scontento tra la popolazione per l’austerity e le riforme”.

“Il clima politico e in particolare l’avvicinamento delle elezione della primavera 2013, sono un’altra fonte di rischio di implementazione (delle riforme)”, si legge nella nota.

Moody’s ha inoltre ridotto anche il rating massimo per le emittenti domestiche, compreso quelli dei bond garantiti a ‘A2’ da ‘AAA’.

Fonte Reuters