Terremoto: il Governo ‘blinda’ il decreto. Scontro in aula, voto rinviato

La parola al Parlamento ed è già scontro per il primo decreto sul terremoto da convertire in legge. Ieri si è registrato un braccio di ferro in commissione ambiente al Senato sul decreto 74, che stanzia i primi 3 miliardi per coprire gli interventi urgenti legati all’emergenza.

É solo uno dei tre decreti da approvare sul terremoto e tutti scadono entro i primi dieci giorni di agosto. Il Governo teme l’ingolfamento (c’è da approvare anche la spending review prima delle ferie) e ha fatto passare in commissione il messaggio di non toccare il documento per chiduere la partita al senato lunedì prossimo.

Ma il Pdl non ci sta e ieri pomeriggio, durante la seduta che doveva dare il via libera, lo scontro con il Pd è stato così accesso che il presidente di commissione ha dovuto sospendere la seduta. Si vota stamattina alle 8.30.

Il casus belli sono gli emendamenti presentati dai senatori Pdl Carlo Giovanardi e Antonio D’Alì, soprattutto la richiesta di inserire nel decreto una percentuale minima del 60% del costo dei lavori di ristrutturazione a carico di cittadini e imprese.

Il decreto invece dà pieno potere al commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, di stabilire ‘priorità, modalità e percentuali entro le quali possono essere concessi i contributi’. Non è solo questione di cifre, si decide a chi affidare le maggiori responsabilità per la ricostruzione della Bassa modenese da qui ai prossimi anni. Dare più potere allo Stato o accentrarlo sul commissario per ricostruzione?. È questo il nodo venuto al pettine.

 

«Mentre per l’Aquila i cittadini hanno saputo subito che sarebbero stati rimborsati per l’intera spesa sostenuta, oggi per l’Emilia non si sa nulla e si dà pieno potere al commissario di decidere sui fondi» dice Giovanardi. Dalla parte opposta un altro senatore modenese in commissione, Giuliano Barbolini del Pd. «Qualcuno vuole che lo Stato mantenga più dirigismo sulla ricostruzione, ma io ho visto che con il dirigismo non si va da nessuna parte, vedi l’esempio dell’Aquila. Abbiamo scelto un modello più partecipato coni sindaci, che ha come perno il commissario per la ricostruzione. Errani ha già detto che se c’è la copertura sarà fino all’80% delle spese sostenute».

Secondo Barbolini sarebbe azzardato inserire una percentuale di rimborso nella legge senza prima avere la certezza della copertura finanziaria: «Questo decreto dovrà poi passare in commissione bilancio, serve una copertura finanziaria certa e deve ancora essere approvato l’emendamento sui 6 miliardi alla spending review».

Quello che non si è inserito nel decreto si potrà aggiustare con ordini del giorno, prosegue l’ex sindaco di Modena: «Non c’è un decreto che ha la soluzione di tutti i problemi, la Regione ha scelto un percorso che prevede altri decreti, come quello sullo sviluppo e la spending review. Non abbiamo bisogno di allungare i tempi, dobbiamo dare risposte ai cittadini il più presto possibile». Oggi il voto definitivo in commissione.

Fonte: Il resto del Carlino