Terremoto Emilia, detenuti al lavoro a Finale

Tre detenuti lavorano da ieri alla raccolta delle pere dell’istituto agrario Calvi di Finale Emilia colpito dal sisma. Sono tre stranieri che ogni mattina lasciano il carcere bolognese della Dozza per lavorare con i volontari della Ong Cefa. E’ un progetto di reinserimento curato dal centro di formazione Cefal, nell’ambito dell’accordo tra ministero della Giustizia, Dap, Regione Emilia Romagna e Tribunale di Sorveglianza di Bolgona per l’impiego dei detenuti in lavori utili nelle zone del terremoto. I ragazzi, due marocchini e un pakistano, escono alle 7 e rientrano alle 20, grazie all’applicazione da parte del presidente del tribunale di sorveglianza Francesco Maisto, di una misura (ex articolo 21 della legge Gozzini) che prevede anche per chi ha pene consistenti l’uscita dal carcere in presenza di un chiaro percorso di riabilitazione. Il loro lavoro con quello dei volontari permetterà di risparmiare i 15 mila euro che la scuola spendeva ogni anno per far raccogliere le pere.

Intanto si è conclusa l’attività di accoglienze e supporto ai terremotati dell’Emilia Romagna da parte della protezione civile della Regione Umbria. Attuata con l’utilizzo della colonna mobile, ha riguardato l’allestimento di due tendopoli, a Massa Finalese e San Prospero, nonché la fornitura del modulo cucina destinato al Campo sei di Finale Emilia. Alla protezione civile umbra hanno rivolto il loro grazie i terremotati. “Gente nobile nel cuore, laboriosa, di buon umore/Che sa ben rappresentare quell’Italia che è d’amare”: così il vicesindaco di San Prospero Sauro Borghi descrive i tanti volontari legati alle principali associazioni presenti sul territorio umbro, coordinati dai funzionari del Centro regionale di protezione civile di Foligno. “Persone tutte straordinarie”, che dal 20 maggio, subito dopo le prime scosse della crisi sismica in Emilia Romagna, fino alla scorsa settimana si sono adoperati nelle attività di accoglienza e assistenza delle popolazioni colpite.

In occasione della chiusura della tendopoli di San Prospero e dell’area di accoglienza di Massa Finalese, il vicesindaco – riferisce la Regione – ha composto una “sirudela” (filastrocca) per ricordare i tragici momenti in cui “ci è sfuggito fra le dita il lavoro di una vita”, ma soprattutto per dire “grazie Umbria, grazie per quanto ci avete dato, per quanto ci avete insegnato, per quanto ci siete stati vicini e per quanto so che ci starete vicini”. Nei due campi, nel giugno scorso, aveva fatto visita la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, per rinnovare la solidarietà e la vicinanza dell’Umbria alle popolazioni colpite, confermando la disponibilità ad inviare le migliori competenze sviluppate nella ricostruzione post-sismica dell’Umbria, e per ringraziare volontari, dipendenti dell’amministrazione regionale e di quelle provinciali e comunali per il loro operato. La protezione civile umbra si è attivata in Emilia Romagna dalle prime ore dell’emergenza, domenica 20 maggio, con l’allestimento della tendopoli di Massa Finalese in collaborazione con la Regione Marche. Sono state installate 58 tende per portare assistenza a circa 500 sfollati.

Il primo contingente inviato era composto da 69 volontari (261 quelli coinvolti complessivamente) e cinque funzionari della Regione Umbria e, per ogni successivo contingente, sono stati impiegati in media 33 volontari e due funzionari della Regione Umbria. L’opera di accoglienza nei luoghi terremotati è proseguita con l’installazione del modulo cucina al Campo 6 di Finale Emilia e con l’allestimento della tendopoli di San Prospero alla quale è stato inizialmente assegnato un contingente composto da 40 volontari più quattro funzionari della Regione Umbria. Nel complesso, sono state installate 44 tende per assistere circa 400 sfollati ed impiegati in media 35 volontari e 2 funzionari della Regione Umbria per contingente, che si sono succeduti ogni sette giorni, per un totale di 525 volontari. In accordo con il Dipartimento di Protezione Civile e il coordinamento delle Regioni, è stato successivamente concordato di concentrare l’intera attività con i relativi mezzi e volontari sul campo di San Prospero fino a quando, sulla base delle intese raggiunte con il Comune, si è deciso di smantellare il campo entro sabato 25 agosto con il contestuale rientro di dotazioni e mezzi della colonna mobile regionale.

Nel campo sono rimaste solo cinque tende, per ospitare 32 persone, e la gestione è rimasta in capo al Comune di San Prospero. Si è convenuto di garantire comunque la gestione della cucina del campo di Finale Emilia da parte della colonna mobile della Regione Umbria fino a chiusura dello stesso campo. I costi sostenuti dalla Regione per garantire l’attività di accoglienza e assistenza ammontano a circa 60 mila euro. Per quanto riguarda, infine, l’attività di rilevamento del danno agli edifici colpiti dal sisma, la Regione Umbria e gli Enti che hanno aderito all’invio di tecnici rilevatori nel territorio emiliano, hanno garantito mediamente, dal 22 maggio e sino al 4 agosto scorso, la presenza giornaliera di circa 12 tecnici suddivisi in sei squadre. Oltre alla Regione Umbria, hanno messo a disposizione propri tecnici le Province di Perugia e di Terni, i Comuni di Perugia, Terni, Foligno, Nocera Umbra, Cerreto di Spoleto, Montefalco, Amelia, Spoleto, Assisi, Narni e Città di Castello.

Fonte: Ansa