Volontà e capacità delle imprese a Cersaie e Tecnargilla

‘A Cersaie e Tecargilla, il territorio di Fiorano si è messo in vetrina con tutte le sue imprese più importanti della filiera ceramica, che a Bologna hanno occupato 78 stand e a Rimini sono state le più numerose con 37 espositori. Leggeremo presto i bilanci e le prospettive del settore per un inverno che sarà difficile e per un 2013 ancora da decifrare. Io però, visitando le due rassegne, ho trovato motivi per guardare al futuro con fiducia.

Il consumo mondiale di piastrelle ceramiche è in crescita del 10,2%; non c’è una crisi di mercato e noi abbiamo la possibilità di riconquistare quote presidiando la fascia alta, grazie al Made in Italy, alla ricerca e all’innovazione tecnologica; internazionalizzando parte della produzione e aggredendo i nuovi mercati perché in tutto il mondo lo stile italiano è il più ambito. Del resto sia negli Stati Uniti che in Russia deteniamo la quota maggioritaria del mercato, determinata dalle esportazioni e dalle produzioni in loco di nostre aziende.

Ma la vera iniezione di fiducia mi è arrivata visitando gli stand. Quando all’inizio del 2009 la crisi è esplosa anche nel nostro distretto con i primi annunci di chiusura e di riduzioni del personale e quando è diventato chiaro che non sarebbe stata una crisi di breve durata, poteva apparire difficile sperare che quattro anni dopo il distretto e la filiera italiana della ceramica avrebbero tenuto e continuato ad andare avanti, presentandosi alle due fiere con prodotti all’avanguardia tecnologicamente ed esteticamente, che hanno suscitato l’ammirazione dei visitatori, degli addetti e della stampa specializzata internazionale.

Cersaie e Tecnargilla, anche con le iniziative collaterali, hanno dimostrato che stiamo guardando al futuro stiamo investendo in ricerca e innovazione, stiamo cercando nuove prospettive, nuovi mercati e perfino la Cina diventa un potenziale consumatore della ceramica Made in Italy e non solo delle nostre tecnologie.

Ho riscontrato ancora una volta la determinazione degli imprenditori, degli agenti e dei lavoratori impegnati negli stand, pur nella consapevolezza di tutte le difficoltà legate al momento economico internazionale ed europeo, alla alla crisi del sistema Italia, della sua classe politica, del sistema burocratico, della pressione fiscale, della difficoltà di accesso al credito, delle truffe nascoste dietro a certi concordati, delle difficoltà di molte piccole imprese.

Continuo a ritenere possibile uno sviluppo del nostro distretto, ancora legato alla ceramica, ma che può porsi come eccezionale sistema logistico, di servizi, di ricerca, di saperi, di infrastrutture in grado di richiamare investimenti, altri settori produttivi, altri tipi di impresa.

Il Festival Green Economy di Distretto, in programma dal 24 al 28 ottobre nel comprensorio ceramico modenese e reggiano, sarà il prossimo importante appuntamento per guardare al futuro partendo dal presente e da quello che già stiamo facendo, consapevoli che nella sinergia fra sostenibilità, tecnologia, stile italiano (fatto di creatività, passione, competenza, arte ed estetica) è possibile confermare al Made in Italy la capacità essere vincente sui mercati internazionali.