Al Festival Green Economy gli scenari internazionali per l’edilizia sostenibile e la rigenerazione urbana in chiave Green

Il secondo evento della giornata di inaugurazione del 2° Festival Green Economy di Distretto è stato incentrato sulle evoluzioni tecniche nell’edilizia e sul ruolo del settore delle costruzioni, in un’ottica di rigenerazione sostenibile del patrimonio edile italiano. L’evento rientra nell’ambito del programma culturale di Cersaie “Costruire Abitare Pensare” che si estende anche ad iniziative extra fiera, durante tutto l’anno.

Presso l’auditorium di Confindustria Ceramica hanno relazionato Francesco Toso del Cresme, Gian Marco Revel della Piattaforma Italiana Costruzioni e Thomas Miorin di Habitech Re+Build.

Alla successiva discussione, moderata dal direttore di Confindustria Ceramica Armando Cafiero, sono intervenuti l’Assessore Regionale alle Attività Produttive Giancarlo Muzzarelli e il presidente dell’Associazione Franco Manfredini.

“Il mercato delle costruzioni in Europa – ha illustrato Francesco Toso – ha un volume d’affari di 1.319 miliardi di euro, il 50,6% dei quali destinati alle ristrutturazioni, un comparto che, al contrario delle nuove abitazioni, è in continua crescita dal 1995 ad oggi. In Italia la crescita economica non segue la crescita demografica e nell’industria delle costruzioni – che nel 2011 hanno registrato un valore di 207 miliardi di euro – tiene la qualità così come è necessario un potenziamento dell’housing sociale. Da segnalare che gli investimenti in energie rinnovabili hanno superato quelli in nuove costruzioni. Infine – ha concluso Toso – il consumo di energia all’interno dei nostri edifici è maggiore del 50% rispetto al 1980, in controtendenza con l’industria che invece registra un -11%”.

Ha poi preso la parola il prof. Gian Marco Revel il quale ha rilevato come “dal rapporto Federcostruzioni emerge un comparto produttivo nazionale di 370 miliardi di euro con 3 milioni di occupati. E’ importante notare come 1 miliardo di euro di investimenti nelle costruzioni generi un volume d’affari di 3,4 miliardi in altri settori e questo effetto moltiplicativo è fondamentale in chiave di sviluppo dell’intero Paese”. “Senza innovazione non c’è sviluppo – ha concluso Revel – e nel futuro gli investimenti dovranno essere concentrati nella riqualifica del patrimonio esistente, nelle cosiddette smart cities e nelle infrastrutture, svincolandosi dalle logiche di prezzo, dai tradizionalismi costruttivi e da appalti che non tengono conto dell’evoluzione tecnologica, puntando su sicurezza, sostenibilità, accessibilità e fruibilità”.

“A fronte di una scarsità di risorse disponibili – ha ribadito Thomas Miorin – assistiamo ad un aumento di domanda di risorse che ha una velocità esponenziale. L’edilizia impatta ancora molto sul problema del cambiamento climatico e il nostro patrimonio immobiliare è il più vecchio d’Europa e richiede una rapida inversione di tendenza: il 5% necessità di interventi urgenti, mentre il 40% richiede interventi di manutenzione straordinaria. Abbiamo un eccessivo uso del suolo e non si investe sul patrimonio immobiliare pubblico a causa dei vincoli sulla spesa. Il sistema edile italiano – ha concluso Miorin – è “vecchio” perché l’offerta è basata su microimprese con bassa propensione all’innovazione e forme collaborative non strutturate. L’innovazione deve riguardare il processo edilizio, più ancora che il prodotto”.

“In Emilia-Romagna stiamo interpretando le sfide del cambiamento – ha dichiarato l’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli – perché sono necessarie per il futuro del nostro pianeta. Far parte dell’Europa significa rispettare le regole e dobbiamo orientarci verso l’abbandono delle fonti fossili facendo attenzione a non appesantire la bolletta energetica delle imprese che ne blocca la competitività. Il Piano Energetico Nazionale è troppo sbilanciato sugli idrocarburi e dobbiamo fare politiche di incentivi sulle fonti rinnovabili più costanti e lineari, che fino ad ora ci hanno permesso di ridurre le emissioni di CO2 per 18 milioni di tonnellate riducendo anche le importazioni di energia.”

Ha concluso i lavori il presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini il quale ha sottolineato l’importanza di ridurre il consumo energetico delle abitazioni perché nell’industria ceramica il consumo è in rapporto di 2 a 8 rispetto all’edilizia residenziale. “E’ fondamentale il rinnovo del patrimonio abitativo italiano senza nuove cementificazioni e fa riflettere come nel settore elettrico l’obiettivo del 20-20-20 sia stato raggiunto con 8 anni di anticipo e in Italia sia stato installato il 33% della capacità di fotovoltaico mondiale a causa di un sistema di incentivi molto generoso che mette in difficoltà la competitività di settori energivori, come la ceramica”.