Bankitalia: si può fare di più

L’Italia uscirà dalla recessione nel 2013. Dopo la Bce di Mario Draghi anche la Banca d’Italia Ignazio Visco «vede la luce» e lo ha scritto nel Bollettino economico pubblicato ieri. Una notizia che fa il paio con l’andamento delle aste dei Btp «superiori alle aspettative», secondo il direttore generale del dipartimento del debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, «con un aumento anche degli investitori stranieri». Presto per parlare del ritorno di un clima di fiducia. Ma crisi politica di sistema a parte, i cui tratti di irreversibilità sono davvero preoccupanti, l’Italia che produce e che lavora inizia finalmente a dare qualche segnale positivo.

Bankitalia: avanti così con l’agenda Monti

«Le previsioni del governo e dei principali analisti, pur prefigurando per l’Italia una crescita negativa nella media del 2013, restano coerenti con un’uscita dalla recessione nel corso del prossimo anno», si legge nel Bollettino, «a un più rapido ritorno alla crescita può contribuire un miglioramento delle condizioni del credito e del clima di fiducia». La raccomandazione di via Nazionale è di procedere nell’attuazione delle riforme approvate dal governo Monti: «Nell’ambito dell’ampio processo di riforma in corso, volto a riportare l’Italia su un sentiero di crescita sostenuta, nelle ultime settimane sono stati adottati ulteriori provvedimenti, che mirano a rendere più efficiente la Pubblica amministrazione e a favorire lo sviluppo di imprese innovative. È cruciale procedere con decisione e tempestività nell’attuazione delle misure già adottate». Bankitalia ha registrato anche un miglioramento nella situazione dei mercati finanziari, che restano però ancora fragili: «Nei tre mesi terminanti in luglio si sono interrotti i disinvestimenti di portafoglio in titoli italiani da parte di operatori esteri. Nel terzo trimestre i rendimenti dei titoli di Stato sono diminuiti su tutte le scadenze; la discesa si è consolidata in settembre. Il calo si è trasmesso anche ai rendimenti delle obbligazioni delle banche e delle imprese ed è stato accompagnato da una decisa ripresa delle quotazioni azionarie. Alcune banche italiane sono tornate a emettere sui mercati esteri». E il calo degli spread sovrani ha avuto, secondo palazzo Koch, effetti benefici sui tassi dei prestiti a famiglie e imprese che sono scesi in agosto. Così anche sui criteri di concessione dei finanziamenti: più favorevoli rispetto a quelli «assai restrittivi» di inizio anno.

Ma sul lavoro il governo deve fare di più e meglio

Quello che più preoccupa Bankitalia sono le prospettive occupazionali e il potere d’acquisto delle famiglie. Manca il lavoro per giovani, donne e nelle regioni meridionali. Mentre i salari reali dei lavoratori italiani sono destinati a ridursi ulteriormente nel 2012 e nei prossimi anni: «nel complesso del 2012 e nel prossimo biennio le retribuzioni unitarie di fatto dovrebbero continuare a crescere a un ritmo inferiore a quello dei prezzi al consumo, con una conseguente ulteriore riduzione dei salari reali».

Fonte: Italia Oggi