Bollette da capogiro: 8 miliardi e mezzo in meno alle famiglie

Luce, gas, acqua, trasporti, raccolta rifiuti sono le voci di spesa irrinunciabili che inghiottono una fetta sempre più larga del bilancio familiare: 8,4 miliardi di euro, dall’inizio alla crisi ad oggi. Così, dal 2007 al 2011 la spesa media mensile degli italiani è rimasta sostanzialmente costante, ma ogni famiglia ha dovuto sborsare 350 euro in più per far fronte all’aumento delle tariffe, di cui quasi la metà solo per la bolletta del gas, ormai a livelli record.

A lanciare l’allarme è Confesercenti: «Sottrarre in tempi di crisi 8,4 miliardi alle famiglie, senza quindi ridurre la pressione fiscale, comporta la chiusura di tante imprese e la crescita della disoccupazione. Per fermare questa spirale, serve un piano energia di forte impatto, visto che è proprio questo capitolo quello che pesa di più sull’economia. Ma Regioni ed enti locali devono mettere ordine nell’intollerabile giungla di società municipalizzate e soprattutto mettere un argine ad ogni spreco. Non si può fare a meno di un intervento fiscale entro l’anno a sostegno di imprese e famiglie: ormai questa è la vera emergenza». Tanto più che nel 2012 la corsa non si è certo fermata: in otto mesi il peso delle bollette è cresciuto dello 0,7%, l’equivalente dell’incremento nei quattro anni precedenti. Nel solo mese di ottobre, gli aumenti di luce e gas comporteranno un ulteriore esborso di 15 euro per nucleo familiare.

In dettaglio, la lista dei rincari è così suddivisa: 33 euro in più per i rifiuti, 54 euro per l’acqua potabile, 35 euro per i trasporti locali, 66 euro per l’energia elettrica e 165 euro per il gas domestico. «Oggi quasi il 20% dello stipendio se ne va in bollette – commenta la Cia-Confederazione italiana agricoltori – Un aumento smisurato che ha costretto i consumatori a tagliare risorse destinate ad altre voci, compresi gli alimentari, il cui peso sul budget totale si è ridotto al 19,2%». A registrare le impennate maggiori sono, ancora una volta, le tariffe energetiche, strettamente collegate alle quotazioni petrolifere: strangolate dai costi insostenibili, famiglie e imprese si arrendono e staccano la spina. In senso letterale: il mese scorso i consumi di elettricità sono crollati del 9,6% rispetto al settembre 2011, un calo senza precedenti a meno di risalire all’aprile 2009, rileva Terna.

«È solo l’ultimo di una serie di dati che fotografano la situazione estremamente drammatica in cui versa il sistema delle nostre imprese, tra calo degli ordinativi, slittamento delle commesse, anche estere, ed aumento delle tasse – commenta preoccupato Claudio Andrea Gemme, Presidente di Confindustria Anie -: il calo della produzione industriale si traduce da una parte in una riduzione dei consumi energetici e dall’altra nell’aumento dei disoccupati». Soffrono anche le imprese agricole: «Con un rincaro del 26,2 per cento nei costi per l’energia elettrica a carico delle imprese si è verificata una stangata da record che mette a rischio la competitività – avverte Coldiretti – e la situazione è destinata ad aggravarsi dopo i nuovi rincari di gas e luce che sono stati comunicati dall’ Autorità per l’energia a partire dal primo di ottobre».