Deficit Italia al 3,9%, debito 2011 al 120,7%

L’Italia ha registrato nel 2011 un rapporto deficit/pil del 3,9%. Lo ha confermato Eurostat nella sua seconda notifica annuale, basata sui dati rivisti forniti dagli stati membri. Il rapporto debito/pil è invece stato rivisto al rialzo, al 120,7% dal 120,1% della prima notifica. L’aumento, spiega Eurostat, è dovuto all’aggiornamento delle norme contabili commerciali. Anche la spesa pubblica è quindi stata rivista al rialzo al 49,9% (rispetto al 49,1%), in calo rispetto al 50,4% del 2010.

Nel 2011 il debito italiano si conferma essere il secondo dell’eurozona dopo la Grecia (170,6%), seguito da Portogallo (108,1%), Irlanda (106,4%) e Belgio (97,8%). Un anno fa il debito della Francia era all’ 86,0%, quello della Germania all’80,5%, e quello della Spagna al 69,3%. Per quanto riguarda gli incassi, per l’Italia sono stati confermati essere pari al 46,1% (il 46,0% nel 2010). Per i prestiti intergovernativi concessi ai paesi in difficoltà (Grecia, Portogallo e Irlanda), invece, l’Italia ha sborsato nel 2011 13,1 miliardi di euro, lo 0,8% del Pil.

UIL, DATI EUROSTAT CONFERMANO DIFFICOLTA’ – “I dati forniti oggi da Eurostat sono la conferma di una situazione difficilissima dell’economia italiana”. Lo afferma in una nota Antonio Foccillo, segretario confederale Uil. “Infatti, mentre il rapporto deficit/pil si attesta al 3,9%, frutto delle manovre economiche del governo, il debito – rileva il sindacalista – continua ad aumentare e non si ridurrà senza una politica di sviluppo. Per uscire dalla recessione bisogna avere il coraggio di puntare su investimenti che rilancino l’economia a partire da una riduzione delle tasse sul lavoro, di aumentare il potere di acquisto dei salari e delle pensioni, di detassare il salario di produttività e di investire in infrastrutture, in ricerca e innovazione per favorire nuova occupazione, ridare slancio alla produzione e avviare la ripresa economica”.

Fonte Ansa