Disoccupazione alle stelle: mai così alta in Italia

Un milione di italiani in difficoltà perché non trovano lavoro oppure perché stanno per perdere quello che hanno. L’allarme è della Uil che ieri ha tenuto la conferenza di organizzazione e dei servizi. «Tra la sofferenza delle piccole e grandi aziende che continuano a richiedere, dall’inizio dell’anno, una massiccia dose di cassa integrazione per oltre 500mila unità di lavoro e una platea di disoccupati che è aumentata nello stesso periodo di 500mila persone, cresce sempre di più il numero di coloro che vivono un disagio occupazionale», ha spiegato il segretario Guglielmo Loy.

Dati negativi anche negli ultimi mesi. E questa volta sono quelli ufficiali dell’Istat. Ad agosto il tasso di disoccupazione si è attestato sul 10,7%, dato più alto dal 2004 e non dissimile da quello dei due mesi precedenti. Nel solo agosto, secondo i dati provvisori dell’Istat, il tasso è aumentato di 2,3 punti percentuali rispetto al 2011.

Ad agosto sono calati anche gli occupati (-75 mila unità), in particolare le donne. Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al 2011. Cala un po’ la disoccupazione giovanile, ma è per un temporaneo aumento degli inattivi. Fenomeno destinato a rientrare nei prossimi mesi, come ha osservato recentemente il Cnel, visto che ci si aspetta che molti scoraggiati tornino sul mercato. A tenere banco ieri, anche il nodo dei conti della nuova Inps, tornato di attualità dopo che il Corriere della Sera ha dedicato un servizio alla nota di assestamento al bilancio dell’istituto di previdenza.

 Lo scenario, anticipato nel luglio scorso dal Giornale, è un disavanzo di quasi sei miliardi nel 2012 dovuto alla fusione tra l’Inps e l’Inpdap. A mandare in rosso l’istituto di previdenza anche l’evasione contributiva da parte di alcune amministrazioni pubbliche , oltre a un effetto perverso della spending review, che se da un lato fa risparmiare lo Stato limitando i costi del personale, dall’altro fa venire meno contributi previdenziali. Lo sbilancio Inpdap era noto, ma il sistema previdenziale è equilibrato, ha assicurato il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua.

Dura smentita anche dal governo, in particolare sul mancato pagamento dei contributi, ipotesi che una nota dei dicasteri dell’Economia e del lavoro considera «infondata». Il governo deve affrontare, anche un ritorno di fiamma sulla riforma del lavoro. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ha annunciato di avere chiesto al ministro del Lavoro Elsa Fornero «una revisione e verifica della riforma del lavoro: lei mi ha dato la sua disponibilità». In realtà Fornero ha poi frenato. «Io sono apertissima al dialogo, bisogna però vedere le cose che non funzionano prima di cambiarle e non so se due mesi sono un tempo ragionevole, se lo sono lo faremo, se ci vuole di più adotteremo un periodo più lungo». Tradotto, così come il taglio delle tasse e delle spese, questo è un problema per il prossimo governo. Posizione opposta a quella di Squinzi, per il quale la verifica «non va fatta in sei mesi, perché allora il governo non sarà più operativo».