Edilizia, in Italia almeno 2 milioni case vuote

In Italia sono oltre due milioni le abitazioni non utilizzate, mentre tre milioni di persone vivono in zone ad alto rischio sismico e sei milioni in aree ad alto rischio idrogeologico. Lo dice un rapporto sull’edilizia che sarà diffuso oggi da Legambiente e dal sindacato Fillea Cgil.

Secondo lo studio su “Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio”, il 60% degli edifici a prevalente uso residenziale sono stati costruiti prima dell’introduzione della legge del 1974 sulle misure anti-sismiche.

“A fronte di circa quattro milioni di abitazioni costruite in 15 anni dal 1995 (di cui 450.000 abusive) ci sono circa due milioni di abitazioni vuote in sole 21 citta capoluogo, e cinque milioni e 782 mila seconde case (il 10% di tutto il patrimonio abitativo, secondo la fotografia scattata nel 2011 dall’Agenzia del Territorio), un’esplosione che ha saturato il mercato”, dice nel rapporto Walter Schiavella, segretario della Fillea.

L’associazione ambientalista e il sindacato – secondo cui dal 2007 in Italia sono “spariti” mezzo milione di posti di lavoro nel settore delle costruzioni – dicono che per uscire dalla crisi non occorre costruire nuove abitazioni ma accelerare il processo di recupero e rinnovamento del patrimonio edilizio, introducendo nuovi incentivi di legge e consentendo agli enti locali di superare il patto di stabilità per interventi che migliorino l’efficienza energetica.