Il Governo prova ad “alleggerire” le bollette

Il primo obiettivo della strategia energetica del governo è la riduzione delle bollette. Questo il messaggio lanciato dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, presentando insieme a Mario Monti il piano in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei ministri. «Gli altri tre obiettivi principali sono il rispetto degli impegni ambientali europei del 2020, la sicurezza degli approvvigionamenti e lo sviluppo delle energie verdi». Era oltre vent’anni che l’Italia non varava un piano complessivo, ha fatto notare lo stesso Monti: l’ultimo risale al 1988.

E dopo settimane di anticipazioni e rumors che avevano reso ancora più febbrile l’attesa degli addetti ai lavori, il governo ha annunciato ieri i provvedimenti e avviato una consultazione pubblica per permettere a cittadini, associazioni e imprese di dire la propria. La Strategia energetica nazionale punta a ridurre le emissioni di gas serra del 19% rispetto ai livelli del 2005 (l’obiettivo nazionale assunto in sede comunitaria era invece del 18%). Il peso delle fonti rinnovabili dovrà raggiungere almeno il 23% sui consumi primari energetici, mentre l’incidenza dei combustibili fossili dovrà scendere dall’86 al 76%. Per il settore elettrico, nel 2020 le rinnovabili diventeranno la prima fonte del Paese, al pari o superando leggermente il gas, con una quota del 36-38% dei consumi (rispetto al 23% del 2010). Per quanto riguarda il risparmio energetico l’obiettivo è la riduzione dei consumi primari di circa il 4% rispetto ai livelli del 2010. Sul fronte delle importazioni, il governo punta a tagliare di circa 14 miliardi di euro l’anno la fattura energetica estera (che al momento ammonta a 62 miliardi), con la riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero.

TARGET che avranno, sottolineano Monti e Passera, degli effetti importanti anche sul piano occupazionale e finanziario. Il Consiglio dei ministri stima che ci saranno 180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nei settori delle rinnovabili e dell’efficienza energetica che in quelli tradizionali. «Si tratta di investimenti privati — spiega ancora il governo — in parte supportati da incentivi». A proposito di incentivi alle rinnovabili, si prevede, nel medio-lungo periodo, la «graduale riduzione degli incentivi, con un previsto annullamento, in particolare nel caso del fotovoltaico». Il governo vuole puntare sulle rinnovabili termiche, attraverso l’avvio imminente di un Conto Energia dedicato. Al di là di efficienza e rinnovabili, per affrancare l’Italia dalla dipendenza delle importazioni di energia la Sen prevede anche di sviluppare la produzione nazionale di idrocarburi, «ritornando sostanzialmente ai livelli degli anni Novanta».