Italia seconda al Mondo per potenza installata: e adesso?

Con più di 400.000 impianti e oltre 1 6 GW l’Italia è al secondo posto nel mondo per potenza installata. La generazione di energia elettrica da fonte solare inizia a fornire un contributo non trascurabile verso l’obiettivo della riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, ma questo scenario pone nuovi problemi e nuove sfide. Il Presidente di Cogenergy , Rodolfo Vignocchi, ha aperto i lavori facendo il punto della situazione. Od oggi il contributo del fotovoltaico sul totale del fabbisogno di energia elettrica ha raggiunto il 6 % su base annua e sull’intero territorio nazionale, contributo che arriva a superare il 30% nei mesi estivi e nelle regioni meridionali.

Valori nemmeno immaginabili solo tre anni fa. Vignocchi ha anche sottolineato la coincidenza del convegno con l’uscita del Piano Energetico Nazionale reso disponibile dal Ministero dello Sviluppo economico per una consultazione pubblica. Dopo più di 20 anni in cui si è camminato “al buio” e’ fondamentale che finalmente le scelte in un settore così strategico come quello dell’energia avvengano all’interno di una cornice e una visione generale. Il PEN mette in luce molto bene la situazione attuale e mostra che tutto sommato l’Italia è più avanti di altri paesi verso il mix energetico verso cui tende l’Europa basato su gas e rinnovabili. D’altra parte però l’Italia sconta un gap di costo significativo che non si riduce anche in una fase come l’attuale nella quale l’offerta supera decisamente la domanda. E ciò dipende in gran parte dalle vischiosità dovute alle residue situazioni monopolistiche.

Giovanni Simoni, Presidente di Assosolare, ha fatto il punto sul settore fotovoltaico a poche settimane dall’entrata in vigore del V Conto Energia, che oltre a ridurre l’ammontare dei contributi ha definito un orizzonte breve del regime di incentivazione. Oggi pertanto si deve già ragionare alla fase del “dopo-incentivi” nella quale saranno ancora convenienti gli investimenti nel fotovoltaico in particolare in regime di autoconsumo. L’industria italiana del fotovoltaico ha poi la possibilità di aprirsi spazi interessanti all’estero verso quei paesi (e sono tanti) che stanno pianificando forti investimenti nella direzione dell’energia solare.

Lo spostamento verso le fonti rinnovabili è d’altra parte un trend inarrestabile sottolineato dal fatto che già nel 2011 l’ammontare degli investimenti a livello mondiale ha superato quelli dedicati ai combustibili fossili. Davide Chiaroni, vicedirettore dell’Osservatorio Energy & Strategy Group del Politencico di Milano ha illustrato le condizioni perchè si verifichi la grid -parity. Un particolare accento è stato posto al tema , diventato strategico, di garantire nel tempo la massima efficienza tutti gli impianti realizzati. Luca Bonzagni, responsabile del Laboratorio di Cogenergy ha presentato Energy Intelligence, un insieme di servizi per tenere sotto controllo le “fabbriche fotovoltaiche” garantendo la massima produzione di energia possibile nell’arco di almeno 20 anni. Alessandro Caraglio (Amministratore Unico e Fondatore di BMSolar) ha invece presentato alcune tecnologie di ottimizzazione degli impianti esistenti.

Nella seconda parte del convegno si sono tratteggiati i possibili scenari futuri. Mattia Giussani, ricercatore di RSE ( Centro di Ricerca del GSE) ha illustrato che cosa c’è dietro l’angolo sotto il profilo tecnologico, soffermandosi in particolare sulle Reti I ntelligenti (Smart-grid) e sui sistemi di accumulo , che rappresentano i pilastri fondamentali del nuovo paradigma di Produzione Distribuita dell’Energia.

Carlo Sinatra, responsabile dell’omonimo studio legale ha invece presentato possibili indirizzi sotto il profilo normativo necessari per affiancare lo sviluppo del settore delle rinnovabili dopo la fine degli incentivi. Tra questi in particolare l’estensione dello scambio sul posto anche per i grandi impianti e l’agevolazione alla cessione dell’energia a soggetti utilizzatori, in modo da rendere possibili realizzazioni di centrali elettriche fotovoltaiche da parte di utility e opera tori professionali.

Sono soluzioni che potrebbero favorire investimenti all’interno di distretti produttivi energivori come quello delle ceramiche. Ha concluso il convegno Marco Martorana, responsabile dei progetti sull’energia di Unicredit. Il ruolo dei soggetti finanziatori è infatti determinante, specialmente in una fase critica come l’attuale, per far partire progetti di rinnovamento della produzione e del consumo dell’energia se si vogliono conseguire gli obiettivi individuati anche dal Piano Energetico Nazionale, realizzando anche un volano importante di nuove attività industriali nel Paese.