Legge stabilità: ok a modifiche ma a saldi invariati

La legge di stabilità “potrà essere modificata” ma “senza variare i saldi”. “Nessun rammarico” per le scelte di politica economica intraprese sebbene ci siano stati “tanti errori” dovuti “all’emergenza e alla fretta” con cui si è giunti ai provvedimenti.

“La legge di stabilità è un documento portante della strategia di governo e non credo che vada giù come un bicchiere d’acqua. Il fatto che ci siano alcune considerazioni critiche non ci sorprende, e siamo disponibili a valutare tutte le modifiche che verranno proposte. Siamo pronti a modificare la legge in parlamento”. Purché i saldi rimangano invariati. “Non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva”, dice per l’Italia. “Molte volte ci è stato chiesto se ci vorrà una altra manovra: non faremo un’altra manovra perché terremo la rotta e perché siamo stati ritenuti credibili”. A livello europeo “il precedente Governo aveva concordato un’anticipazione dell’obiettivo del bilancio in pareggio dal 2014 al 2013″, e tale obiettivo – ricorda Monti – è stato rispettato”. Il premier nega “rammarico o pentimento” per le scelte di politica economica fatte finora: “Abbiamo fatto molti errori, soprattutto abbiamo lavorato nella fretta, ma non ho assolutamente nessun motivo di rammarico o pentimento”, dice. Sebbene, ammette, avremmo voluto “andare più in là”. Si dice convinto che la scelta fatta nella legge di stabilità rispetto all’aumento dell’Iva e la riduzione dell’Irpef sia la “migliore”. “Per ora non vedo – aggiunge – evidenti motivi che mi facciano ritenere che, dal punto di vista degli effetti distributivi e macro, altre combinazioni sarebbero state superiori e peccato che non ce ne siamo accorti. Non siamo in questa situazione”.

Il disegno di legge anticorruzione lo giudica invece “esemplare”. Sul provvedimento “sono state superate le resistenze dei partiti” e “non mi risulta che governi, anche di colore opposto anche a quello ci ha preceduto, abbiano realizzato provvedimenti più esemplari di questo”. Il premier ha anche ricordato di aver imposto ai ministri del suo Governo la trasparenza pregandoli di mettere in rete le proprie dichiarazioni dei redditi. Questo provvedimento sarà esteso al personale eletto o di alto grado amministrativo negli enti locali se il disegno di legge anticorruzione sarà approvato.

E ancora: la crisi “è in via di superamento”, e tutti in Europa insistono perché Atene “rimanga nell’euro”. Nessun diritto di veto sui budget nazionali, come ha chiesto la Germania di Angela Merkel, nessun super commissario sull’euro piuttosto un invito ai paesi perché proseguano sul terreno delle riforme. Interessante è invece la proposta tedesca di destinare il gettito della tobin tax al finanziamento delle riforme all’interno dell’Unione europea.

E oggi la Cgil scende in piazza per il lavoro. A distanza di poco meno di due anni dall’ultima manifestazione in piazza San Giovanni (il 27 novembre del 2010, il battesimo della piazza per l’allora neo eletta segretario generale Susanna Camusso),il sindacato di corso d’Italiatorna nello stesso luogo, simbolico per la sua storia, per farne ‘l’agorà del lavoro’. E sceglie una forma diversa: un’intera giornata dedicata al lavoro. Una maratona che partirà la mattina alle 10.30 per concludersi intorno alle 17.30, dopo l’intervento del segretario generale, Susanna Camusso previsto per le 16. Nessun corteo quindi ma “una piazza aperta per dare voce e volto al lavoro”, soprattutto “ai più invisibili tra gli invisibili”.