Società Ceramica Italiana, 40 anni di scoperte e idee

Un percorso a ritroso nella memoria e nella storia della ceramica, ma anche un percorso nell’innovazione e soprattutto nella nascita e crescita di una coscienza ambientale, “green” la definiamo oggi. Ieri sera al castello di Spezzano ha celebrato i suoi 40 anni di vita la Società ceramica italiana, associazione volontaria di imprenditori e tecnici ceramici che dal 1972 si occupa dell’evoluzione tecnica, scientifica e produttiva dei vari settori ceramici. Un punto di riferimento nella cultura ceramica per tutti coloro che operano nel settore.

A celebrarne il compleanno insieme al presidente Paolo Zannini, c’erano molti dei suoi componenti storici, ai quali si devono molte evoluzioni e molte scelte fondamentali per lo sviluppo del settore.

I ricordi si sono susseguiti in una carrellata dalle origini della Società ceramica italiana a oggi, recuperati con le interviste di Roberto Caroli a personaggi quali Carlo Visentin, 80 anni di vita e 50 di attività nelle cave reggiane con la sua Esarc, Franco Stefani, presidente di System, Franco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica e Casalgrande Padana, Fausto Tarozzi patron della Siti Bt, e ancora Giuseppe Bellisario, Coop Imola, Giuseppe Cassani storico dirigente Sacmi, Bruno Burzacchini, Giorgio Olivieri.

Una delle azioni fondamentali, sia dal punto di vista tecnico che culturale, della Società ceramica italiana, fin dagli anni Settanta, ha spiegato Giorgio Olivieri, “fu quella di fare suoi i temi dell’ambiente, quando il problema cominciò ad emergere. All’epoca, all’alba dell’industrializzazione del settore, gli esami evidenziavano la porosi ossea nei bovini, i bambini della zona di Quattroponti presentavano piombo nelle urine, i controlli e le normative erano pochi e le prime leggi uscivano in quel periodo. Creammo alcuni gruppi di lavoro, poi ci furono approfondimenti, convegni e si passò alla fase operativa. In breve diventammo produttori e anche esportatori di tecnologia green e credo di poter ascrivere questo risultato fra i successi della Società ceramica italiana”.

Mentre Cassani, Stefani, Tarozzi, Visentin, Bellisario, Burzacchini e il presidente Manfredini hanno ricordato con episodi spesso inediti l’evoluzione di un settore sia in ambito produttivo che nell’adeguamento dei luoghi di lavoro, delle emissioni, dei sistemi di sicurezza (dal pionieristico sistema di creazione delle cave locali al perfezionamento dei disegni tecnici, mutuato dalle prime presse idrauliche arrivate in Sacmi dalla Germania, dagli studi sugli smalti compositi, con materie prime a integrare le fritte, al passaggio dal gres rosso locale al gres bianco moderno) il sindaco di Fiorano Claudio Pistoni, ospite dell’iniziativa, ha ripreso il tema della scommessa ambientale del distretto dal punto di vista delle pubbliche amministrazioni: “Le amministrazioni locali, formate da partiti operaisti, originariamente non vedevano negativamente lo sviluppo industriale – ha spiegato – ma la prima svolta ci fu con la nascita del problema ambientale. Il ragionamento a quel punto fu prima volontario e poi obbligato con l’arrivo delle prime leggi. I Comuni si impegnarono innanzitutto sul tema delle emissioni in atmosfera e in seguito subentrò la necessità delle delocalizzazioni e della creazione di zone industriali. Fu necessario per riordinare un territorio in cui le industrie erano nate nei centri abitati, a fianco delle case. Fu un grande sforzo anche per le imprese, spesso ricompensate dalle amministrazioni con quote edificatorie molto alte per i terreni cittadini lasciati liberi dagli stabilimenti”.

La storia della Società ceramica italiana, che continua, ha poi affrontato tutti i passaggi storici dell’industria di riferimento, dalla crisi degli anni Ottanta al salto di qualità con l’incremento dell’export, specialmente intercontinentale, fino alla “frenesia tecnologica” degli anni Novanta (come l’ha definita Fausto Tarozzi), che ha fatto della ceramica italiana il settore leader incontrastato nella tecnologia che è ancora oggi.

I ricordi espressi verbalmente nelle due ore di dibattito sono affidati alla memoria dei presenti, quelli fotografici e iconografici relativi al lavoro quarantennale della Società ceramica italiana sono invece visibili per tutti, fino al prossimo 25 novembre, nelle sale del Castello di Spezzano dove è stata allestita una mostra di immagini e memorabilia dell’associazione.