Squinzi: un decreto sviluppo che assomiglia ad un aperitivo

Misure ancora troppo «timide», che non vanno oltre «l’aperitivo» e che non possono quindi saziare la fame delle imprese. Nel day-after all’approvazione del decreto sviluppo, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, usa una battuta per definire il provvedimento messo a punto dal governo per rilanciare la crescita. Con parole che però centrano il segno.

«Trovo tutto abbastanza timido. Lo considero un aperitivo, c’è molta timidezza: dobbiamo accelerare il passo», incalza il leader degli imprenditori, che sul dl nutre «qualche dubbio e qualche domanda». «Apprezziamo lo sforzo fatto fin qui dal governo, ma lo invitiamo ad alzare l’asticella», afferma, individuando in particolare «limiti evidenti» nella norma sul credito di imposta per opere strategiche. Squinzi rivolge quindi i suoi interrogativi anche al governo: il limite del 50% dell’investimento per il credito d’imposta «come viene deciso? Non era forse meglio fissare una quota certa?», e «perché non vengono inserite anche le partnership pubblico-private?». Interrogativi ai quali, secondo Viale dell’Astronomia, bisognerà dare una risposta nell’iter parlamentare.

Squinzi ha parlato anche di tasse. Il presidente di Confindustria ha commentato le parole del ministro del Lavoro, Elsa Fornero che oggi ha detto: «non credo si possa parlare di un programma di riduzione fiscale nei sei mesi che ci restano». «Mi auguro e spero – ha detto Squinzi – che questo non succeda, sarebbe una grande perdita di credibilità per il governo Monti».

Squinzi ha poi aggiunto «sinceramente non staremo zitti in questa situazione: ognuno fa il proprio dovere, noi siamo pronti a impegnarci a fare tutto quello che dobbiamo fare». Il presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea generale dell’Unione Industriali della provincia di Pavia ha quindi sottolineato che «il governo non ci può chiedere di fare delle cose e poi defilarsi. Questa è una cosa fuori discussione: è difficile parlare di forme di lotta, ma ci faremo sentire», ha concluso.