Aumento delle detrazioni Stop alla norma cieli bui, alle famiglie 150 euro in più l’anno

È una delle sorprese che riserva la discussione della legge di Stabilità in Commissione bilancio della Camera. Un emendamento introduce infatti una tassa da 500 euro per quelle macchinette care ai bambini più piccoli. La norma che introduce l’imposta, prevede un riordino della tassazione degli «apparecchi da divertimento ed intrattenimento senza vincita in denaro». «I premi ammissibili – prescrive ancora l’emendamento – sono soltanto oggetti di modico valore ovvero tagliandi» per ottenere dei premi ma non per ottenere denaro dal gestore. Altra novità è lo stop dell’operazione cieli bui. Il provvedimento cancellato stabiliva che entro 120 giorni dall’approvazione da parte del Parlamento, il presidente del Consiglio emanasse un decreto per ridurre i costi dell’illuminazione pubblica.

Tra le misure che questo decreto avrebbe dovuto indicare vi era lo spegnimento dell’illuminazione o il suo «affievolimento» durante la notte e «le modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione» in modo da raggiungere «con sostituzioni tecnologiche» gli «obiettivi di maggiore efficienza energetica». In arrivo poi l’aumento delle detrazioni fiscali per i carichi familiari per un importo tra 130 e 170 euro all’anno. L’intesa è stata raggiunta nell’incontro tra i relatori e il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. La soglia di reddito da cui dovrebbe scattare l’incremento delle detrazioni è ancora da definire: la legge prevede un’agevolazione di 800 euro per figlio, che diminuisce all’aumentare del reddito fino ad azzerarsi a quota 95mila euro.

I tecnici del Tesoro ora sono al lavoro per far quadrare i conti. Sarebbero necessari 3 miliardi nel triennio 2013-2015. da definire anche la composizione del nucleo familiare. Il nodo degli esodati è stato affrontato in un incontro tra i relatori e il ministro del Lavoro Elsa Fornero. L’emendamento di Brunetta (Pdl) e Aretta (Pd) con le ulteriori tutele per la categoria sarà depositato oggi in Commissione bilancio, mentre nel fine settimana dovrebbe essere presentato l’intero pacchetto fiscale. Si va quindi verso un rifinanziamento anche se, come ha spiegato il sottosegretario Martone, «ancora non c’è la copertura». Il capogruppo del Pd in Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano (Pd) sottolinea che «l’obiettivo è di evitare che nel 2013-2014 coloro che hanno maturato i requisiti per andare in pensione con le vecchie regole, si trovino senza reddito. Si tratta di un problema sociale rilevante che deve essere risolto per dare un carattere di equità alla legge di stabilità».

La questione della copertura interessa anche la norma sull’orario degli insegnanti con il rischio che tornino le 24 ore settimanali. La commissione Bilancio della Camera, infatti, è arrivata a un punto morto sui fondi per i tagli previsti dalla spending review, anche se il governo ha precisato che non ci sarà alcun aumento delle ore dei docenti. Allo stato attuale però mancherebbero 389,2 milioni di euro di copertura, sui 565 previsti dalla spending review. Il presidente della Bilancio, Giancarlo Giorgetti (Lega), ha preso di petto il ministro dell’Istruzione: «non può pensare che siano altri comparti dell’amministrazione a farsi carico dei tagli alla scuola». Quindi, o nella seduta di domani sull’esame del ddl (convocata alle 17), il governo si presenta con un emendamento «oppure si procederà con i tagli lineari». Renato Brunetta si dice scettico: «ormai, serve un miracolo».

Al ministero di viale Trastevere hanno infatti individuato voci di spesa da tagliare per 74,6 milioni di euro per il 2012, a fronte dei 157 previsti dalla spending review, con 82,4 milioni che resterebbero scoperti. Mentre per il 2013 e il 2014 propongono tagli per 50,6 milioni all’anno a fronte dei 172 richiesti per il 2013 (con 121,4 scoperti) e dei 236 previsti per il 2014 (con 185,4 milioni di tagli senza copertura). Il tema dell’orario degli insegnanti ha provocato subito una levata di scudi. «L’aumento dell’orario degli insegnanti è fuori discussione. Vanno trovate le coperture finanziarie per 182,9 milioni di euro fuori dal bilancio del Miur. Grilli e Polillo spieghino al Paese se è più importante per la crescita l’istruzione o il mantenimento dei privilegi della casta dei Generali» afferma Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd. Manuela Ghizzoni, presidente della commissione Cultura e relatrice della legge di stabilità nella Commissione ha sottolineato che «sull’abrogazione dell’aumento dell’orario a 24 ore a parità di salario per gli insegnanti c’è stata una convergenza di tutto l’arco parlamentare e precisi impegni politici, e quindi non ci possono essere passi indietro». Brunetta e Baretta, assieme al relatore alla legge di Bilancio, Amedeo Ciccanti, hanno incontrato in mattinata il ministro Vittorio Grilli.

Questi ha chiarito che non ci sono risorse aggiuntive da mettere sul piatto delle riduzioni fiscali che, quindi, saranno di 1 miliardo nel 2013, 3 nel 2014 e 2,5 nel 2015. Polemica è stata sollevata anche dal il presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, che in una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, sottolinea i rischi del mancato finanziamento dell’Authority. «Senza il nostro lavoro si tornerebbe al Far West, alla stagione buia degli scioperi selvaggi. I tagli sono doverosi ma bisogna essere in grado di sapere cosa si taglia». Accantonata l’ipotesi dell’aumento degli assegni familiari, preferita dall’Udc, perchè la platea sarebbe stata più ampia e in tasca di ciascuno sarebbero entrati pochi euro.

Fonte: il Tempo