Crisi peserà sul Natale di 7 italiani su dieci

A un mese dalle festività natalizie, a prevalere tra le famiglie è la preoccupazione: per quasi 7 italiani su 10 il Natale 2012 risentirà fortemente della crisi. Emerge da un’indagine Confcommercio-Format. In aumento la quota di chi non farà acquisti per regali (dall’11,8% del 2011 al 13,7%), anche se oltre 8 italiani su 10 (86,3%) i regali continueranno a farli. Al primo posto tra i destinatari ci sono i familiari (50,2%), ma subito dopo, prima di amici e colleghi di lavoro, il 41,4% il regalo lo farà a se stesso.

ADUSBEF, 13/ME IN CALO, 90% MANGIATE DA TASSE E MUTUI – Sono in arrivo le tredicesime ma si accentua il calo (0,5 miliardi di euro in meno, pari a -1,4% sul 2011) del monte gratifiche 2012 che scende quest’anno a 34,5 mld. Lo afferma un rapporto dell’Adusbef avvertendo che il 90,7% della tredicesima (31,3 mld) sarà mangiato da Imu, tasse, mutui e bolli. Meno di un decimo (il 9,3%) verrà quindi destinato a risparmi, regali, viaggi. “Sarà un Natale durissimo – dice l’Adusbef – ci sarà poco da festeggiare, il governo eviti almeno l’Iva”.

COLDIRETTI: CROLLANO MODE ESTEROFILE, VINCE MADE IN ITALY E KM ZERO – Gli italiani spenderanno 197 euro per famiglia per imbandire le tavole della feste di fine anno 2012 con cibi e bevande, l’unica voce di spesa che tiene (+2,1%) nel tempo della crisi. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell”indagine “Xmas Survey 2012” di Deloitte che evidenzia come alimentari, vini e bevande rappresentano il 36% delle spese di Natale. Non si rinuncia a preparare pranzi e cenoni o a gratificare parenti e amici con gustosi omaggi ma – afferma la Coldiretti – si qualifica la spesa con una netta preferenza di prodotti del territorio locali e Made in Italy. Sulle tavole degli italiani nel Natale 2012 subiranno un crollo le mode esterofile del passato pagate a caro prezzo come champagne (si stapperanno il 24% di bottiglie in meno), caviale (-12%), ostriche, salmone, frutta esotica (giù del 12%) o fuori stagione, a favore invece di un più deciso consumo dei prodotti Made in Italy, magari a chilometri zero. L’organizzazione agricola registra invece “una fortissima attrazione verso la riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si esprime sempre di più attraverso la preparazione delle ricette del passato che nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita rimangono fortemente radicati nella popolazione”. Più spumante e meno champagne quindi, più lenticchie e meno caviale, più arance e mandarini e meno avocado o manghi sotto l’albero e sulle tavole quest’anno. Da un sondaggio Coldiretti/Swg emerge che ben il 44 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti locali e lo fa soprattutto perché ha un valore anche economico, ben il 35 per cento degli italiani infatti è convinto che acquistando prodotti locali si crei ricchezza locale. L’attenzione al cibo locale è confermata anche dal turismo enogastronomico che anche a Natale è al centro di un interesse crescente. Ne sono coinvolti secondo l’indagine Coldiretti/Censis oltre il 24% degli italiani che significa oltre 12,2 milioni, di cui oltre 2,3 milioni in modo regolare: sono numeri da fenomeno di massa dalle rilevanti implicazioni socioeconomiche e ad alto impatto relazionale per i territori che ne sono coinvolti. Un fenomeno favorito anche dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti tipici locali durante le feste con sagre e mercatini che si moltiplicano nelle città e nei luoghi turistici.