Export ai minimi dalla fine del 2009

La crisi frena il commercio estero. Male l’esportazioni, ai minimi dalla fine del 2009, male le importazioni scese del 4,2%. A settembre, quindi, le esportazioni scendono del 2% rispetto ad agosto e del 4,2% su base annua, la peggiore flessione da dicembre 2009. Lo rileva l’Istat secondo cui calano anche le importazioni scese del 4,2% a livello congiunturale e il 10,6% nel confronto annuo. Il forte rallentamento delle importazioni rispetto alle esportazioni si traduce in un avanzo della bilancia commerciale di 408 milioni di euro.

Considerando i volumi, le diminuzioni risultano ancora più marcate: -7,8% per l’export e -15,3% per l’import. Nel terzo trimestre 2012 si rileva una crescita tendenziale per le esportazioni (+2,2%), mentre le importazioni si riducono (-6,4%). Nel mese considerato l’avanzo commerciale è di 408 milioni, sintesi di un disavanzo con i paesi dell’area extra Ue (-594 milioni) e di un surplus negli scambi con i paesi Ue ( un miliardo).

Segnali di forte flessione si rilevano, prosegue l’Istat, per gli acquisti da Giappone (-35,0%), India (-30,9%) e paesi Eda (-26,0%), mentre sono in forte crescita gli acquisti dai paesi Opec (+18,0%) e Russia (+16,7%). Gli acquisti di autoveicoli (-44,9%) sono in netta flessione. La diminuzione delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. verso Cina e Germania, di metalli di base e prodotti in metallo verso Francia e Germania contribuiscono per quasi un punto percentuale alla diminuzione tendenziale dell’export.

A settembre la diminuzione tendenziale

delle esportazioni (-4,2%) è particolarmente rilevante per le vendite di beni strumentali (-8,3%), seguita dai prodotti intermedi (-5,3%). La forte diminuzione delle importazioni (-10,6%) risulta sostenuta per i beni strumentali (-26,2%) e i prodotti intermedi (-12,7%). A soffrire sono quindi tutti i settori, ma in maniera più accentuata i mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) (-17,6%), i prodotti tessili (-13,2%) e i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-10,2%). Un aumento significativo si registra per le vendite di prodotti petroliferi raffinati (+23,4%) e di prodotti agricoli (+5,4%).

Fonte: Repubblica