Filippo Marazzi: muore uno dei capisaldi della ceramica

Il presidente di Marazzi group Filippo Marazzi è scomparso la scorsa notte per cause naturali. Aveva solo 63 anni. Marazzi, nato a Sassuolo nel 1949, Cavaliere del lavoro dal 1995, è stato l’artefice della crescita dell’azienda fondata dal nonno nel 1935, l’azienda ceramica più importante del distretto di Sassuolo, ormai una delle poche vere multinazionali italiane.

Dall’inizio degli anni 80, dopo aver assunto il controllo dell’azienda, ha avviato il processo di internazionalizzazione del gruppo con la realizzazione in Spagna e negli Stati Uniti delle strutture produttive della Marazzi Iberia e dell’American Marazzi Tile.

Filippo Marazzi, nato a Sassuolo nel 1949, e’ stato l’artefice della crescita dell’azienda fondata dal nonno nel 1935. “Se Marazzi e’ oggi una delle poche vere multinazionali italiane, un marchio e un modello di impresa noti in tutto il mondo, lo si deve al Presidente Filippo, al suo spirito imprenditoriale, all’innovativita’ delle sue idee e all’umanita’ che tutti, dentro e fuori l’azienda, gli hanno sempre riconosciuto – spiega la nota -. E’ stato Filippo Marazzi che ha portato l’azienda ceramica piu’ importante del distretto di Sassuolo al vertice a livello internazionale mondiale”

Aveva 63 anni Filippo Marazzi ed era malato da tempo. Persona ricordata da tutti come di grande simpatia e di grande umanità, era stato anche vicepresidente di Assopiastrelle e ricordato come un imprenditore molto vicino ai dipendenti e rispettato dai competitor. Nel febbraio 1992, ottiene la laurea ad honorem in chimica dall’Università di Modena. Nel giugno 1995 diventa Cavaliere del lavoro, nominato dall’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, Cavaliere del Lavoro. Era il classico imprenditore-azienda Filippo Marazzi: alla terza generazione di un’impresa nata nel 1935 a Sassuolo, in provincia di Modena all’interno di un distretto attivo già dal XVII secolo nella lavorazione artigianale della terracotta. Il momento del redde rationem per lui arriva ben presto, a 29 anni, quando il padre Pietro venne a mancare dopo un incidente stradale.

A Filippo Marazzi toccò prendere le redini dell’azienda che proprio in quegli anni sperimenta una grande rivoluzione in termini di innovazione di processo. È la metà degli anni 70, infatti, quando la Marazzi per prima iniziò a lavorare con la “monocottura rapida”, destinato a rivoluzionare la produzione di piastrelle in ceramica, diventando il metodo produttivo più diffuso a livello mondiale. La cottura rapida e contemporanea dell’impasto di base e dello smalto di finitura non solo riduce i tempi di lavorazione, ma ridefinisce l’immagine e la destinazione stessa delle piastrelle. Al suo nome è legata anche l’internazionalizzazione del distretto della ceramica che ha il suo cuore pulsante fra Sassuolo, Modena e la provincia di Reggio Emilia, da cui proviene oltre l’80% della produzione italiana di piastrelle di ceramica. Fu sua, infatti, l’intuizione di aprire il primo stabilimento all’estero. All’inizio degli anni ’80 vengono così costituite due importanti sedi produttive estere: la Marazzi Iberia a Castellón de la Plana, nel comprensorio spagnolo della della ceramica e la American Marazzi Tile a Dallas, in Texas, che costituirà il punto di partenza per la crescita nel mercato americano. Oggi Marazzi è un gigante la cui capacità produttiva è per due terzi all’estero, con oltre 6mila dipendenti e sedi in Italia, Francia, Spagna, Usa e Russia e una produzione che si avvicina ai 100 milioni di metri quadrati annui, per ora appannaggio di sole due conglomerate nel mondo: la Rak Ceramics degli Emirati Arabi e la Siam Cement Group. A fine 2011 le vendite globali erano salite a 832,5 milioni di euro (+2%).

Oggi il gruppo rappresenta una realtà di grande rilievo nel contesto mondiale nel design, produzione e commercializzazione di piastrelle di ceramica e gres per pavimenti e rivestimenti, con oltre seimila dipendenti e oltre 14.500 punti vendita in più di 130 paesi