Italia, produzione industriale settembre torna negativa

Torna a contrarsi la produzione industriale italiana nel mese di settembre. Secondo i dati diffusi da Istat ha segnato una caduta congiunturale di 1,5% dopo il +1,7% di agosto.

Su base annua la produzione si è contratta di 4,8% da -5,2% di agosto. Le attese raccolte da Reuters in un sondaggio tra gli economisti convergevano per una contrazione mensile di 1,4% e per una caduta tendenziale di 4,6%.

Nel terzo trimestre la produzione è scesa in termini destagionalizzati di 0,1% sul secondo trimestre, quando aveva mostrato un calo di 1,6%.

Di seguito i commenti di alcuni economisti.

CHIARA CORSA, UniCredit

“Il dato è migliore della nostra previsione di contrazione del 2% e in più va detto che, a differenza di quello che ci attendevamo, il +1,7% di agosto non è stato rivisto, cosa che in generale succede con le rilevazioni dei mesi estivi, in quanto più volatili. Sono due indicazioni positive che ci portano a dire che senz’altro c’è un evidente rallentamento, molto marcato, forse addirittura una battuta d’arresto, del passo di recessione industriale nel complesso del terzo trimestre. Secondo noi, tuttavia, si tratta di volatilità intertrimestrale: le survey – per quanto probabilmente in questo momento sovrastimino il peso della recessione – continuano a dare segnali molto negativi e non indicazioni di direzione. Dunque questo arresto del passo di contrazione della produzione che vediamo nel terzo trimestre non dovrebbe essere confermato nel quarto, quando probabilmente si tornerà a tassi di crescita negativi, anche perché si entra nel nuovo trimestre con un dato comunque piuttosto negativo, ovvero il -1,5% di oggi. In chiave Pil, tuttavia, dopo questi numeri c’è effettivamente qualche probabilità di ‘upside’ per la nostra stima di -0,6% congiunturale nel terzo trimestre”.

ANTONIO CESARANO, Mps Capital Services

“Il dato risulta abbastanza in linea con le attese. Nel breakdown il fattore che più influenza l’indice generale è quello dei beni di consumo, e in particolare i beni durevoli, con un -4,7%, probabilmente imputabile soprattutto al settore auto. Il dato è coerente con la recessione profonda a cui stiamo assistendo, di oltre 2 punti percentuali quest’anno.

Su anno vediamo un -4,8%, negativo ma migliore rispetto ai mesi scorsi, con un minimo ad aprile di -9,3%”.

Fonte: Reuters