La legge di Stabilità un po’ instabile. Sgravi alle famiglie ma aumenta l’Iva

Alcuni emendamenti alla legge di Stabilità presentati in commissione Bilancio cambiano il volto alla normativa. Il più significativo prevede sgravi per le famiglie con figli a carico con un risparmio annuo da 260 a 600 euro (con 2 e 4 bambini). Dal 2014 stop all’Irap anche per le piccole imprese, mentre le altre avranno ulteriori deduzioni se assumeranno a tempo indeterminato giovani e donne. In arrivo anche le garanzie per altri 10 mila esodati.

Sgravi di 260 euro per famiglia media

Il prossimo anno, una famiglia media con un reddito di 30 mila euro e due figli potrà usufruire di un maggiore sconto di 262 euro, che si riducono a 123 se il figlio è unico. Col decrescere del reddito e l’aumento dei figli, le detrazioni crescono: per i bambini sotto ai tre anni la detrazione sale a 1080 euro (dai 900 attuali), per i più grandicelli la cifra da detrarre aumenta di 180 euro, da 800 a 980 euro. Con figlio unico e 40 mila euro di reddito, il risparmio scende a circa 100 euro. Mentre una famiglia con 4 figli e redditi di 25 mila euro potrà togliere dalle spese quasi 600 euro.

Iva sale al 22%

Resta inoltre l’aliquota Iva al 10% che impedisce rincari al supermercato. Mentre salirà al 22% l’aliquota del 21%.

Scontri Irap per le imprese

Per le piccole aziende, poi, grazie a un Fondo di 540 milioni, dal 2014 arriva l’esenzione dall’Irap. Per le altre imprese, dallo stesso anno aumenteranno le deduzioni forfettarie per le assunzioni a tempo indeterminato (7.500 euro) e per le assunzioni di donne e giovani sotto i 35 anni (13.500 euro).

Salvi altri 10 mila esodati

Altri 10.130 esodati si aggiungono ai 120 mila tutelati dai due decreti ministeriali che riceveranno quindi un assegno.

Malati di Sla sul piede di guerra

Tra gli altri emendamenti, la previsione di 200 milioni da destinare a tutti i malati non autosufficienti. Una cifra ritenuta un “insulto” e un'”elemosina” dai malati di Sla che si dicono “pronti a morire in diretta”. Ridotte poi di 100 milioni le risorse per il Mose di Venezia, l’opera che dovrebbe salvare la città lagunare dall’acqua alta. Viene poi stoppata la rivalutazione dei vitalizi per i politici eletti in cariche nazionali e regionali. Inoltre, resta l’esenzione Irpef per le pensioni di guerra ma l’imposta dovrà essere pagata per gli assegni di reversibilità di importi superiori ai 15 mila euro.