“RICOMINCIARE. Il punto a sei mesi dal sisma nel modenese”

Se dopo il sisma in Emilia il 55 per cento delle imprese ha dichiarato una perdita di capacità produttiva pari in media al 38 per cento, oggi la maggioranza delle stesse imprese l’ha recuperata in pieno (91,1 per cento rispetto al pre-sisma). È questo in sintesi il quadro fornito, a sei mesi dal terremoto di maggio, dall’istituto Ispo che ha analizzato da un lato la situazione odierna delle imprese, dall’altro la percezione del territorio dell’Emilia tra la popolazione italiana.

Lo studio ha coinvolto tutte le imprese segnalate da Confindustria Modena (312): di queste il 42 per cento (132) ha rilasciato l’intervista. La ricerca è stata presentata oggi dal presidente dell’Ispo, Renato Mannheimer, nell’ambito del convegno “Ricominciare” all’auditorium Fini di via Bellinzona.

Tutto bene dunque? «Niente affatto», ha rimarcato il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, «perché abbiamo cominciato a scrivere il grande capitolo della ricostruzione con le sole nostre forze. Un capitolo che tutti sappiamo avrà bisogno di anni per essere completato. Noi abbiamo sempre avuto la piena consapevolezza che questa grave calamità naturale andava ad aggiungersi a una già difficile situazione di crisi economica del nostro Paese».

«Abbiamo avuto da subito», prosegue Ferrari, «la percezione netta che sarebbe stato molto difficile trovare le risorse adeguate per fare fronte ai danni e alle distruzioni. Per questo abbiamo lavorato insieme alle istituzioni, Regione in primis, per portare a casa i 9 miliardi pubblici messi a disposizione dal governo. Certo, il meccanismo messo in campo è complesso. Le imprese per ottenere i contributi a fondo perduto dovranno avviare pratiche complicate e lunghe. E noi sorveglieremo con attenzione questo percorso affinché non ci siano intoppi e metteremo a disposizione consulenze tecniche mirate per completarlo».

Il dibattito, poi, si è tutto incardinato sulla questione delle agevolazioni fiscali. Il mondo imprenditoriale e il commissario straordinario Vasco Errani hanno chiesto al governo di allargare i benefici fiscali anche alle imprese che hanno avuto danni indiretti, come la perdita di fatturato. Il sottosegretario Catricalà, in videoconferenza da Roma, ha detto che su questa richiesta «c’è un problema. Avremmo bisogno di un accordo con l’Unione europea. Non vorrei che dopo un percorso di chilometri di correttezza ci ritrovassimo nell’ultimo miglio e fare uno scivolone sull’aiuto di Stato e per questo venire sanzionati».

Pronta la replica di Errani: «Credo che saremmo in grado di spiegarlo all’Ue. Dobbiamo far venire qui l’Unione europea per far capire che qui le norme non vengono aggirate. Al Senato dobbiamo provarci: costruiamo le condizioni per spiegarlo all’Ue».

Sugli interventi del governo è positivo il giudizio del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Anche se «rimangono ancora delle criticità da sciogliere. Ad esempio le procedure per la messa in sicurezza per gli edifici dell’area colpita dal sisma, in particolare per quelli che non hanno avuto danni, e che si trovano comunque a dover mettere in sicurezza i capannoni».

«Sulla questione fiscale è stata scelta la strada della concretezza», ha ricordato il numero uno di Confindustria Modena Pietro Ferrari. «Non siamo d’accordo con l’ipotesi di scioperi fiscali, mentre accogliamo il meccanismo di triangolazione con la Cassa depositi e prestiti e l’Abi. Ma non è ancora tutto a posto: fondamentale è il ruolo della banche».