Terremoto: il Governo agisca. A rischio è la coesione sociale

Le associazioni economiche hanno incontrato il prefetto di Modena Benedetto Basile

L’incontro con il prefetto ha fatto seguito all’incontro nei giorni scorsi con i parlamentari modenesi, dove si è fatto il punto sull’attività delle commissioni parlamentari e sui contenuti degli emendamenti presentati e si è raggiunta una sostanziale comunione di intenti. A partire dal documento unitario sottoscritto dalle associazioni modenesi, inviato nei giorni scorsi a tutte le istituzioni, la discussione si è concentrata sui problemi più urgenti legati alla scadenza dei pagamenti di imposte e tributi per cittadini ed imprese prevista per il 16 dicembre prossimo.

Non si tratta di chiedere un’esenzione dal pagamento, bensì di una proroga che renda sostenibile da parte di tutti il corretto assolvimento in tempi e modi accettabili dei versamenti fiscali e tributari nei confronti del pubblica amministrazione. «Non chiediamo di non pagare», è stato detto dai rappresentanti delle associazioni presenti, «ma di essere messi in condizione di poterlo fare».

È una situazione paradossale se si pensa che il nostro territorio è ai primi posti nazionali per tasso di “fedeltà fiscale” e che produce una quota significativa di Pil. In questo senso è incomprensibile e inaccettabile l’atteggiamento indifferente dell’esecutivo nazionale. Dalla Prefettura è arrivato un segnale di attenzione verso i problemi urgenti da affrontare; in particolare, il prefetto ha assicurato le associazioni che rappresenterà al Governo quanto dalle medesime evidenziato dicendosi anche disposto a seguire particolari problematiche quali l’accesso al credito.

Dopo l’attenzione ottenuta dai parlamentari, hanno ancora detto le associazioni, sarà richiesto un analogo impegno anche da parte della Regione e del Commissario Delegato Vasco Errani.

Un impegno quanto mai importante, alla luce dell’accordo maturato ieri tra esecutivo e maggioranza, dopo una prima bocciatura espressa dai parlamentari. Un accordo di fatto insoddisfacente in quanto raggiunge solo parzialmente l’obiettivo. Il rinvio al 30 giugno, infatti, pur comprendendo anche commercianti e agricoltori, esclude dalla proroga i contributi previdenziali per tutti , e ancora una volta limita il riconoscimento di danneggiato solo a chi ha subito danni materiali, trascurando coloro che hanno subito danni economici, magari altrettanto gravi.

«È in gioco il senso di appartenenza di un’intera comunità che si sente ignorata dalle istituzioni centrali. La proroga dei pagamenti al 30 giugno per tutti coloro che vivono e lavorano nel “cratere” (privati cittadini o operatori economici), con una congrua rateizzazione dei versamenti successiva a quella data, sarebbe percepita come un segnale di comprensione e di vicinanza da parte dello Stato», concludono le associazioni.

Nei prossimi giorni saranno promossi altri interventi di coinvolgimento degli imprenditori locali, delle istituzioni e della cittadinanza e sarà compiuto ogni sforzo possibile per ottenere il cambiamento sostanziale del decreto anche in sede di discussione della Legge di Stabilità. «Sarà l’ultima occasione», chiosano le associazioni, «a disposizione del Governo per dare una tangibile dimostrazione della volontà di sostenere un territorio che vuole riprendersi, per il proprio bene e quello del Paese».

Le associazioni, inoltre, desiderano esprimere il loro vivo apprezzamento per l’adesione e l’impegno dimostrato dai parlamentari modenesi, con i quali proseguirà il confronto per portare a soluzione questa annosa questione